Chaim Potok

scrittore e rabbino statunitense
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Chaim Potok, pseudonimo di Herman Harold Potok (1929 – 2002), scrittore e rabbino statunitense.

Chaim Potok, 1998

Citazioni di Chaim PotokModifica

  • Nessuno sa di essere fortunato fino a che non lo colpisce la sventura. (da Danny l'eletto, traduzione di Marcella Bonsanti, Garzanti)

Incipit di alcune opereModifica

In principioModifica

Gli inizi sono sempre difficili.
Ricordo che mia madre mi mormorò queste parole una volta che ero a letto con la febbre. "I bambini si ammalano spesso, tesoro. Succede, ai bambini. Gli inizi sono sempre difficili. Presto starai bene".
Ricordo che una sera scoppiai a piangere perché non ero riuscito a capire un passo difficile di un commentario biblico. A quel tempo avevo circa nove anni. "Vuoi capire tutto immediatamente?", domandò mio padre. "Tutto così? Hai cominciato a studiare questo commentario solo la settimana scorsa. Gli inizi sono sempre difficili. Lo studio richiede molta applicazione. Leggilo e rileggilo ancora".

Novembre alle porteModifica

Un giovedì sera, nella prima settimana di gennaio del 1985, Adena ed io atterrammo in mezzo a una tormenta di neve all'aeroporto Seremetevo di Mosca. La mattina dopo lasciammo di buon'ora il calore del nostro albergo, Adena si infilò in una cabina telefonica lungo la strada e fece un numero, mentre io aspettavo fuori nel freddo pungente. Dopo un secondo o due la sentii dire: "Pronto, mio marito e io veniamo da Filadelfia. Siamo a Mosca e vorremmo incontrarla".
Non disse il nostro nome. Disse solo "Mio marito e io...".
L'uomo all'altro capo della linea le spiegò brevemente quale metrò prendere, quanto sarebbe durato il viaggio e dove ci avrebbe incontrato.

Zebra e altre storieModifica

Si chiamava Adam Martin Zebrin, ma tutti nel quartiere lo conoscevano col nome di Zebra. Non ricordava quando avessero cominciato a chiamarlo così. Forse quando lui aveva cominciato a correre. O forse cominciò a correre quando loro cominciarono a chiamarlo Zebra.
Gli piaceva quel nome e gli piaceva correre.
Una volta, da piccolo, i genitori lo avevano portato allo zoo e lì aveva visto per la prima volta le zebre. Erano delle creature strane, somigliavano un po' ai cavalli, ma erano più tozze, con le zampe corte, il collo grosso, il manto a strisce bianche e nere.
Un'altra volta andò al cinema coi suoi, c'era un film sull'Africa, e vide le zebre, centinaia di zebre, che galoppavano rumorosamente su una pianura erbosa, alzando torride nuvole di polvere marrone.

BibliografiaModifica

  • Chaim Potok, In principio, traduzione di Mara Muzzarelli, Garzanti.
  • Chaim Potok, Novembre alle porte, traduzione di Alberto Cristofori, Garzanti.
  • Chaim Potok, Zebra e altre storie, traduzione di Laura Noulian, Garzanti.

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