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Yasmin Khadra nel 2012

Yasmina Khadra (1955 – vivente), scrittore algerino.

Indice

Citazioni di Yasmina KhadraModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Sono uno scrittore come tutti gli altri perché la letteratura viene solo dal talento. Sono nato per scrivere, Dio mi ha creato per scrivere e questo ho nel sangue. Anche se purtroppo vengo da un Paese, l'Algeria, in cui il talento non è la priorità.[1]
  • Bush ha voluto la guerra per meritare un capitolo nella Storia. Se n'è infischiato dei danni provocati, massacri che hanno traumatizzato milioni di persone. Certo ha dato ai jihadisti argomenti utili a legittimare la guerra "santa".[2]
  • Il multiculturalismo è il futuro dell'umanità ed è il culmine delle nostre speranze. Io credo nella diversità. Io sono figlio della diversità. La cultura occidentale mi ha permesso di apprezzare meglio la mia cultura. Se oggi ho innumerevoli lettori nel mondo, questa è la prova che la mia lingua è umana e che il mio sogno è fratello gemello dei sogni di tutti gli uomini e le donne della terra. La stessa letteratura francese non è essa stessa il prodotto di penne provenienti da diversi orizzonti? La cultura è generosità pura. Se il sapere ci istruisce, la cultura ci educa.[2]
  • Il terrorismo non è una decomposizione né una mutazione religiosa. Il terrorismo è una sventura culturale basata sulla frustrazione sociale e su un esacerbato istinto di aggregazione. Si propone come forma di redenzione spettacolare e di rivincita per chi reclama la propria parte di tragedia e negano agli altri il diritto di essere liberi e diversi e vivere secondo le proprie convinzioni. Dio è un pretesto per reagire a una terribile perdita di punti di riferimento e all'amara rinuncia ai sogni.[2]
  • Noi musulmani siamo le prime vittime. In Algeria abbiamo contato duecentomila morti in vent'anni di lotta al terrorismo. La gente deve capire che essere musulmano non significa essere responsabile, che non dobbiamo giustificarci come se fossimo criminali.[2]

Incipit di L'attentatriceModifica

Non ricordo di aver sentito l'esplosione. Forse un sibilo, come il fruscio di una stoffa che viene lacerata, ma non ne sono sicuro. La mia attenzione era rapita da quella specie di divinità intorno alla quale sciamava una turba di devoti, mentre la guardia pretoriana cercava di aprirle un varco verso l'automobile. «Fate passare, per favore. Per favore, scansatevi.» I fedeli sgomitavano per vedere lo sceicco da vicino e sfiorare un lembo del kamis. Il vecchio osannato si voltava ora qua ora là, per salutare un conoscente o ringraziare un discepolo. Nel volto ascetico brillava uno sguardo tagliente come la lama di una scimitarra. Invano ho cercato di divincolarmi dai corpi in estasi che mi stritolavano. Lo sceicco si è infilato nell'auto, ha agitato una mano dietro il vetro blindato mentre le due guardie del corpo prendevano posto accanto a lui... Poi più niente. Qualcosa ha solcato il cielo ed è balenato in mezzo alla carreggiata come un lampo; l'onda d'urto mi ha colpito in pieno, disperdendo l'assembramento che mi teneva prigioniero della sua frenesia. In una frazione di secondo il cielo è crollato e la strada, un attimo prima gravida di fervore, si è ritrovata sottosopra.

NoteModifica

  1. Citato in "L'equazione africana" di Yasmina Khadra, Alessandrianews.it, 10 marzo 2013.
  2. a b c d Citato in Yasmina Khadra: «Per chi semina terrore il Corano è solo un pretesto», Corriere.it, 12 gennaio 2015.

BibliografiaModifica

Yasmina Khadra, L'attentatrice (L'attentat), traduzione di Marco Bellini, Piccola Biblioteca Oscar, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 2007. ISBN 978-88-04-57205-3.

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