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Walter Map (1135 – 1210), scrittore britannico.

Incipit di Dissuasio Valerii ad Ruffinum philosophum ne uxorem ducatModifica

Né tacere posso né a me il parlare è lecito. In odio mi sono le gru e gli urli e ciascuna voce luttuosa. Ed ècci chi dileggia qualunque dice il vero, tale che meglio forse fia il tacere. Vorrei adatarmi al vero, né molto mi curerei compiacere ad altri o dilettare le orecchie ad altrui. E veggo molti ghiottoni essere in grazia, perché compiacciono e dilettano ad altri. E quegli in prima sono gratissimi che sanno con sue fizioni e dolci narrazioni ingannarti. Pure non posso però tacere, né saprò darti tossico melato, né saprei condurti con varie parole. Adunche forse doverrei tacere. Ma poich'io conosco che in tempo saranno mordaci loro parole e piene di veneno, parmi da non tacere la verità. Se molti saranno persuasori della voluttà facundissimi ed eloquentissimi, e io ragionando della verità ti sia in fastidio, sarà egli da non tacere[1].

Loqui prohibeor et tacere non possum. Grues odi et vocem ulule, bubonem et aves ceteras que lutose hiemis gravitatem luctuose preululant; et tu subsannas venturi vaticinia dispendii, vera, si perseveras. Ideo loqui prohibeor, veritatis augur, non voluntatis. Lusciniam amo et merulam, que letitiam aure lenis concentu placido preloquuntur, et potissimum philomenam, que optate tempus iocunditatis tota deliciarum plenitudine cumulat, nec fallor. Gnatones diligis et comedos, qui dulces presusurrant illecebras, et precipue Circen, que tibi suspirate suavitatis aromate gaudia plena perfundit, ut fallaris.

NoteModifica

  1. Leon Battista Alberti, Versione volgare della "Dissuasio Valerii" di Walter Map, in "Opere Volgari", Vol. II, Collana Scrittori d'Italia, a cura di Cecil Grayson, Laterza, 1966.

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