Virgilia D'Andrea

anarchica italiana

Virgilia D'Andrea (1888 – 1933), anarchica italiana.

Virgilia D'Andrea

Incipit di alcune opereModifica

Chi siamo e cosa vogliamo. Patria e religioneModifica

In tutte le epoche vi sono sempre stati degli uomini che hanno lottato contro i costumi, le leggi, le morali, i vincoli, le relazioni sociali del loro tempo. Senza questi malcontenti, senza questi inadattabili, l'umanità non avrebbe avanzato sulla via del progresso.
Eppure fra quanti ostacoli hanno dovuto lottare quegli uomini per affermare la loro Idea! Quante ingiurie, quante rinunce, quanto sacrificio hanno dovuto soffrire... e spesso il peso delle catene; il fondo delle galere; lo scoglio muto e solitario dell'esilio; la tortura del supplizio; la morte, nel vigore degli anni – per gridare ed invocare, fra il buio e le tempeste, l'anima ed il nome del loro Ideale.

Torce nella notteModifica

Il direttore rispose appena al mio saluto e fece il viso buio delle circostanze gravi e serie.
"Dunque, signorina, sono già quattro mesi che avete conseguito il diploma, ed ecco... le scuole si riaprono e vi ritrovo ancora in collegio".
Io lo guardai, ebbi un impercettibile moto di sdegno e mi strinsi lievemente nelle spalle.
Non era colpa mia, pensai, se mi avevano dimenticata là dentro o se nessuno mi voleva.
"Ancora qui ... e il vostro numero di matricola è già stato assegnato ad una nuova educanda. Eccezionale tipo di uomo quel vostro ... signor ... tutore. Pretende lasciarvi in collegio fino a quando non avrete compiuto i ventuno anni... Ma impossibile, capite? Impossibile. Il regolamento parla chiaro".

BibliografiaModifica

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