Vinicio Paladini

architetto, pittore e teorico dell'arte italiano

Vinicio Paladini (1902 – 1971), architetto, pittore e teorico dell'arte italiano.

Citazioni su Vinicio PaladiniModifica

  • Collaboratore ricorrentissimo tanto del «Tevere» che di «Quadrivio», l'architetto Vinicio Paladini, un intellettuale «bolscevico» che da autore di strepitosi fotomontaggi e delle più belle copertine di libri degli anni Trenta è stato un po' il Moholy-Nagy[1] italiano, un protagonista dell'avanguardia tra le due guerre che ancora attende adeguata valutazione. (Giampiero Mughini)
  • Nato a Mosca nel 1902 da madre russa e da un ricco albergatore romano, piccolo di statura, esile, un paio di occhialetti tondi d'alluminio e sulla testa un basco (a quanto ce lo mostra un ritratto di Giuseppe Capogrossi), Paladini aveva visitato nel 1924 il padiglione sovietico alla Biennale di Venezia e ne era uscito entusiasta. Cultore da sinistra del moderno, convinto che in Urss fosse in atto la germinazione di una società nuova e dunque di un'arte rivoluzionaria, tessé l'elogio degli artisti esposti in quel padiglione in un libriccino[2] di poche pagine, pubblicato nel 1925. (Giampiero Mughini)

NoteModifica

  1. László Moholy-Nagy (1895 – 1946), pittore e fotografo ungherese naturalizzato statunitense, esponente del Bauhaus.
  2. Arte nella Russia dei soviets. Il padiglione dell'U.R.S.S. a Venezia.

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