Utente:Giannimardo337/Sandbox

Stefano Montanari

Stefano Montanari (1949 – vivente), politico, scrittore e ricercatore italiano.

Citazioni di Stefano MontanariModifica

  • Se io metto una tonnellata di materiali in un inceneritore, dall'altra parte è inevitabile che mi esca una tonnellata di altra roba. In realtà in quegli inceneritori, che poi vengono chiamati termovalorizzatori (anche se questa nome viene vietato dalla Comunità Europea, ma noi in maniera molto arrogante continuiamo ad usarlo, per imbrogliare la gente, per far credere alla gente che dal thermòs, cioè dal calore si acquisisca qualche valore) se noi mettiamo una tonnellata di rifiuti dentro, per bruciarla abbiamo bisogno di ossigeno. Questo ossigeno lo sottraiamo all'atmosfera e questo ossigeno ha una massa. In più dobbiamo aggiungere bicarbonato, dobbiamo aggiungere calce, dobbiamo aggiungere ammoniaca, dobbiamo aggiungere acqua e raggiungiamo una massa che è doppia di quella iniziale. Cioè, io ho una tonnellata di immondizia da bruciare, ma in realtà brucio due tonnellate di un qualche cosa. Queste due tonnellate mi escono dall'inceneritore, perché c'è una legge, scoperta dal 1786 da un signore che si chiamava Antoine Lavoisier, che dice proprio questo, che non si può distruggere la massa in nulla. Dall'altra parte mi escono dunque due tonnellate di qualche cosa e quel qualche cosa è molto più tossico di quel che io avevo immesso nell'inceneritore. [1]
  • [Con l'incenerimento dei rifiuti] La maggior parte del materiale bruciato si trasforma in sostanze molto più tossiche di quelle iniziali, la produzioni di polveri è enorme e le tecnologie di filtrazione dei fumi sono di fatto inefficaci. Aperto è, poi, il problema delle ceneri cariche di metalli pesanti che si formano dalla combustione e che costituiscono una frazione importante del rifiuto. Queste devono essere portate in discariche che, dunque, non scompaiono affatto con l'uso degl'inceneritori, e, stante la loro volatilità, le ceneri si ritrovano disperse nell'ambiente. Perciò, l'incenerimento dei rifiuti altro non è se non un gioco di prestigio per farli scomparire alla vista, mentre, in realtà, la massa dei rifiuti ne esce aumentata e dotata di maggiore tossicità. [2]
  • I filtri di cui sono dotati gli inceneritori, anche i più tecnologicamente avanzati, sono in grado di agire solo, e nemmeno totalmente, sul particolato primario filtrabile, che costituisce una parte minoritaria di tutte le polveri prodotte. Dunque, su tutte le altre particelle che si formano a valle del filtro, non c'è alcun effetto. Ma il problema non finisce qui. Una volta catturate le polveri catturabili, quale sarà la loro sorte? Purtroppo queste finiranno, in un modo o nell'altro, di nuovo nell'ambiente. [2]
  • Vi dicono che questi filtri [degli inceneritori] trattengono il 99,9% delle polveri. È un falso. Trattengono il 99,9% di un piccolo campione di polveri che si chiamano polveri primarie filtrabili. Non fanno nulla sulle polveri primarie condensabili che sono un altro tipo di polveri. Non fanno nulla sulle polveri secondarie. [3]
  • In presenza d'insediamenti industriali o d'impianti a caldo come quelli per il trattamento dei rifiuti, di norma si eseguono indagini sulla qualità dell'aria, e queste indagini sono tese ad individuare inquinanti quali, tra molti altri, ossidi di carbonio e d'azoto, o composti come gli organoalogeni (per esempio, le diossine, i policlorodibenzofurani o i policlorobifenili). Tra gl'inquinanti, ci sono anche i metalli pesanti, e questi vengono liberati nell'aria spesso in forma elementare, per poi raggrupparsi [...] in particelle solide che non di rado, se la temperatura è sufficientemente alta, formano leghe del tutto casuali non catalogate in alcun manuale di metallurgia. [4]
  • Le particelle sospese vengono inspirate e finiscono (se di dimensioni sufficientemente ridotte, il che è un'evenienza assolutamente comune) negli alveoli polmonari dove, per quanto concerne la loro frazione dimensionalmente grossolana, vale a dire qualche micron o decina di micron, sono di norma fagocitate dai macrofagi. Una volta divorati questi corpi estranei, i macrofagi non riescono, però, a degradarli né a distruggerli, perché quei granelli sono costituiti da sostanze non biodegradabili. [4]
  • Uno studio del 2004 ha accertato che nanoparticelle assunte per inalazione possono raggiungere il cervello percorrendo gli assoni delle cellule nervose. Aggrava la situazione il fatto che il particolato, oltre a non essere biodegradabile, è anche non biocompatibile, il che significa che è, per definizione, patogenico, cioè capace d'innescare una malattia. Come avviene per un qualsiasi corpo estraneo, l'organismo reagisce alla presenza indesiderabile di quei minuscoli granelli di polvere con uno stato infiammatorio; tale reazione diventa visibile quando la concentrazione dei detriti è abbastanza elevata. Ma quando i granelli sono nanometrici, ecco che sono capaci di penetrare in profondità nelle cellule, fino all'interno del nucleo senza che la cellula percepisca la loro presenza, tanto che la membrana resta integra e la cellula vitale e capace di riprodursi. [4]
  • Quasi in ogni circostanza, queste polveri entrano nell'ambiente per emissione in atmosfera e il loro comportamento è tanto più simile a quello di un gas quanto minore è la loro dimensione. Così, le particelle più grossolane ricadranno al suolo entro poche ore o, al massimo, entro pochi giorni, mentre quelle più piccole, quelle che si situano più o meno al di sotto del micron, potranno restare in sospensione anche per anni e distribuirsi su migliaia di chilometri quadrati per diffusione o per trasporto da parte di agenti atmosferici [...] mentre la distribuzione delle nanoparticelle è di fatto omogenea. [2]
  • Pare ormai accertato che le polveri [nanoparticelle] penetrate nel nucleo della cellula siano capaci di "mettere in disordine" le sequenze dei costituenti del DNA e mutino così il testo delle informazioni. [2]
  • I rifiuti migliori da trattare sono quelli che non esistono. Quindi, bisogna fare in modo di non produrre rifiuti. Cosa semplicissima. Usare le sporte invece dei sacchetti di plastica. Smettere di usare tutti gli imballaggi che noi usiamo. Almeno il 60% dei rifiuti che vanno nella discarica è costituito da imballi che sono nuovi e perfettamente inutili. [3]
  • Che cosa fanno queste polveri? [micro e nanopolveri prodotte dall'incenerimento e dagli inquinanti in generale] Si comportano come dei gas, vengono inalate, le più grossolane cadono su frutta e verdura e vengono mangiate; passano dal polmone o dallo stomaco entro qualche decina di secondi, dal sangue passano a tutti i tessuti; nei tessuti vengono sequestrate, vengono bloccate per sempre, e si comportano come corpi estranei, perché sono corpi estranei. E intorno a questi corpi estranei si formano dei tessuti particolari, tessuti che si chiamano tessuti di granulazione, sono dei tessuti infiammatori che hanno la possibilità – ma non è detto – di diventare dei cancri. Queste forme qui possono dare malattie cardiovascolari, ictus, infarto; possono dare malattie neurologiche come Alzheimer, come Parkinson, dare malformazioni fetali, danno delle malattie della sfera sessuale, una malattia nuova di cui non c'era traccia fino a pochi anni fa, che si chiama malattia del seme urente, una malattia classica proprio da inquinamento. [3]

Il girone delle polveri sottiliModifica

  • [...] Inquinare rende e rende assai. Rende in termini di denaro [...] però frutta denaro solo a pochi e quel denaro deve essere sfilato dai borsellini di molti, di tutti [...] Così, faccendieri e politici di ogni ordine e grado si sono alleati e lo hanno fatto alla luce del sole: un alleanza che funziona particolarmente bene in quella per molti versi curiosa penisola che è l'Italia e che noi continuiamo, con patriottica ostinazione, a chiamare Stato. Di fatto, questa è una colonia, magari un po' sui generis, ma colonia è e i colonizzatori sono appunto questi politici, o, almeno, la loro maggioranza soverchiante che è poi quella che conta. (pag. 8-9)
  • Chi conosce un po' le nostre università sa che ormai, salvo luminose quanto rare e faticose eccezioni, la carriera si fa per meriti di parentela, di letto, d'interessi economici comuni, di disponibilità a far da lacchè a qualcuno che conta o, più sbrigativamente, tramite un normalissimo negoziato di quattrini [...] È fin troppo ovvio quale risulterà la qualità media del corpo accademico che, per non esserne capace, non dota chi dovrebbe imparare degli strumenti per accedere alla conoscenza, facendone di fatto degli analfabeti. Anzi, più che analfabeti: una classe dirigente di persone prive o, meglio, private della cultura necessaria per discernere tra scienza ed assurdo [...] (pag. 10)
  • Credo sia facile rendersi conto di come le scoperte non possono essere scritte sui libri prima di essere scoperte, ma è altrettanto ovvio che chi non ha mai scoperto nulla, non ha mai fatto ricerca se non quella che nelle università spesso si gabella, anche in buona fede, per tale, non ha una preparazione filosofica minima per sapere che cosa è scienza e che cosa non lo è, quali siano i risultati. (pag. 31)
  • Criptogenico è un dotto aggettivo di origine greca che i medici usano per incartare un pacco il cui contenuto reale è "non ci ho capito niente". Del resto, "idiopatico" o "essenziale" sono un altro paio di aggettivi che evitano al medico un onesto e, in fondo, ben più dignitoso "non lo so". (pag. 33)
  • Il mio vecchio professore di fisiologia usava spesso una frase: "Ricordatevi che, nonostante le vostre cure, la maggior parte dei vostri pazienti guarirà". Non era affatto una battuta: era una sintesi perfetta. Tutti gli organismi viventi sono dotati di una capacità che si chiama omeostasi e che altro non è che la tendenza a mantenere il proprio equilibrio di benessere e di riportarvisi se questo equilibrio viene turbato. Grazie al meccanismo di cui si sta dicendo, non è affatto raro che il paziente guarisca anche se diagnosi e, di conseguenza, terapia non sono proprio centrate. (pag. 38)
  • L'epidemiologia è allora affidabile? Certo che no. Il fatto è che le sue conclusioni hanno valore solo se provengono da dati completi e veritieri, se i dati su cui si ragiona sono scelti come si deve e, soprattutto, se l'epidemiologo è onesto. Una scienza un po' sui generis, dunque, in cui due più due fa quattro solo a certe condizioni. (pag. 109)
  • Nulla di strano: se a livello nazionale quasi tutti i mezzi di informazione, in barba ad etica e dignità dei giornalisti, sono il megafono del potere che modifica la verità un po' alla Orwell di 1984, a livello locale le cose non vanno meglio. La differenza sta nelle dimensioni, nelle tariffe e, in qualche caso, ma non sempre, nel grado di alfabetizzazione di chi porge le notizie. (pag. 160)
  • [...] fu lì, in quegli ambienti [di politica locale], che mi accorsi di come era facile stravolgere il significato delle parole: io ero, e ancora resto, definito un terrorista, come se terrorista fosse chi le bombe cerca di disinnescarle e non chi le bombe le mette. (pag. 163)
  • È così, grazie a questi mille e mille dottor Jekill [metaforicamente per "amministratori locali"] diventati altrettanti Mr Hyde, che vengono perpetrati delitti tanto grandi da risultare paradossalmente impuniti, e si tratta di delitti contro la parola data, contro la verità, contro la vita e il patrimonio del prossimo presente e futuro e contro Natura. Tutto questo ben tutelati da leggi che se non fossero tragiche sarebbero ridicole. (pag. 165)
  • È vero che questa roba [la quantità di ceneri residue prodotte dagli inceneritori] viene messa in discarica (e allora è falso che con gli inceneritori le discariche scompaiono) ma è vero pure che la legge consente che le ceneri da rifiuto siano aggiunte a laterizi e cemento, con questo compiendo un atto a mio avviso (ma io di leggi non sono esperto) del tutto illegale o, quanto meno, illegittimo, il che non è affatto la stessa cosa. (pag. 195)
  • Insomma, basterebbe un minimo di cultura specifica per accorgersi che le ceneri [prodotte dagli inceneritori e anche immesse volutamente nei laterizi] di cui si parla sono dotate sì di una certa inerzia chimica, nel senso che possiedono una reattività molto scarsa nei confronti delle sostanze più comuni, ma sono ben altro dal punto di vista biologico. Se, infatti, queste polveri sono inalate o ingerite, la reazione dell'organismo non potrà altro che essere sovrapponibile a quella di qualsiasi polvere inorganica di cui, come se non bastasse, non si conosce la composizione. (pag. 196)
  • Pretendere che quanto si brucia scompaia equivale, né più né meno, a pretendere che per decreto sia abolita l'attrazione di gravità. (pag. 204)
  • Nelle conferenze che tenevo battendo l'Italia palmo a palmo venivo ogni volta in contatto con situazioni locali di una gravità sconcertante, situazioni in cui, per meri motivi d'interesse personale, esisteva chi era disposto a passare sulla testa, quando non sul cadavere, di chiunque [...] (pag. 204)
  • Dal momento che quel tipo di lavoro, consistente nel vendere energia ricavata dalla combustione dei rifiuti, viene retribuita secondo la filosofia "più bruci, più denaro (pubblico) ricevi", è indispensabile disporre di tanta immondizia da bruciare [...] Poco importa se, a dimostrazione dell'insensatezza del procedimento, è davanti agli occhi di tutti che l'inceneritore guadagna (e guadagna davvero tanto) solo se è sovvenzionato dal denaro della comunità. (pag. 205)
  • [Con la combustione delle biomasse avviene] la produzione di diossine, un fenomeno che abbiamo gia visto essere inevitabile quando si bruciano carbonio e cloro insieme (e di cloro le biomasse ne contengono e nemmeno poco), e che non avverrebbe se si lasciasse che la pianta seguisse il suo sviluppo naturale. (pag. 232)
  • [Le biomasse bruciate] rappresentando tutti i vegetali come composti di carbonio, idrogeno e ossigeno [si mescolano] in una varietà elevatisima di combinazioni, ognuna delle quali con caratteristiche proprie assolutamente non omologabili o, comunque, comparabili ad altre combinazioni degli stessi tre elementi. E da queste combinazioni nascono molecoleche che non diventeranno anidride carbonica e acqua quando le si brucia, ma ben altro. Le diossine, i furani, gl'idrocarburi policiclici aromatici possono servire d'esempio. (pag. 232-233)
  • [...] Queste aziende [le multiutility che gestiscono anche gli inceneritori] fingono, in verità in maniera molto impacciata, d'incentivare la raccolta differenziata che, addirittura, spesso gestiscono direttamente in clamoroso conflitto d'interessi. Ciò che accade in casi del genere equivale a dare le chiavi di casa in mano ai ladri. Questi improbabili gestori, infatti, pongono dei tetti alla raccolta differenziata, in modo da avere sempre più immondizia a disposizione [per gli inceneritori], e fanno passare per risultati brillanti raccolte che superano a malapena il 30%, quando ci sono città che arrivano tranquillamente ben oltre l'80% [...] (pag. 262)
  • La Germania, che in passato ha incenerito di tutto, ora si sta ricredendo e sta mettendo fuori uso diversi impianti [d'incenerimento], mentre alcuni sono tenuti accesi solo per essere ammortizzati con il denaro incassato dalla combustione della nostra immondizia, specie quella della Campania dove si è creata ad arte un'emergenza rifiuti per poter costruire impunemente qualche ricco inceneritore. (pag. 299)
  • Ovunque, come a casa nostra, il distacco tra potere e popolo (e qui, scrivendo questo nome primonovecentesco non posso non chiedermi se il concetto di popolo regga ancora) è un vero e proprio baratro sempre meno colmabile. Questa specie di dittatura che di fatto noi stessi ci siamo costruiti intorno come un bozzolo e che, illudendoci di proteggerci, c'imprigiona [...] (pag. 303)
  • I farmaci sono un business più colossali di questi anni a cavallo dei due millenni, con gruppi industriali che hanno bilanci paragonabili a quelli di una nazione e che non hanno nessuna intenzione di mollare l'osso [...] Se la ricerca partorisce un farmaco che oggettivamente non ha nulla da offrire di quanto esiste già, si mette insieme una squadretta di "scienziati", si fa loro scrivere una bella serie di articoli fasulli che saranno pubblicati su grandi riviste; si sponsorizzano congressi, meglio se con annessa vacanza; si esercita pressione serrata a livello dei medici [...] (pag. 306)
  • Dal momento che anche laggiù [negli Stati Uniti d'America] di quattrini per i controlli ce ne sono pochi, da qualche anno a questa parte metà dei finanziamenti di cui l'FDA [Food and Drug Administration] gode e grazie ai quali sopravvive vengono proprio, e per concessione di legge, dalle case farmaceutiche da controllare, in questo modo lasciando che il controllato possa esercitare pressioni pesantissime sul controllore. (pag. 308)
  • Al momento del loro primo ingresso in farmacia, gli effetti collaterali che tutti i farmaci comportano in quanto per loro natura veleni – lo si voglia o no, nessuno escluso – non sono conosciuti che in minima parte e delle loro interazioni con gli altri farmaci, compresi quelli cosiddetti "naturali" e gli alimenti, si sa ancor meno. Così, quando il paziente assume più di un medicinale, questi effetti incrociati diventano difficilissimi da prevedere, addirittura un terno al lotto perché, non dimetichiamolo, tra le mille variabili rientra anche quella unica, non riproducibile, del paziente stesso in quanto laboratorio biochimico di straordinaria e in grandissima parte sconosciuta complessità. (pag. 309)

Rifiuto: Riduco e RicicloModifica

  • Quella che stiamo combattendo oggi è una guerra strana, mai combattuta finora o, almeno, mai combattuta a livelli planetari. È una guerra in cui a ben pochi è chiaro chi sia il nemico e chi, invece, stia dalla loro parte. Il motivo del disorientamento sta proprio nell'informazione.
  • A noi non resta che portare la guerra in casa del nemico: fare informazione. Non controinformazione, come spesso si sente dire: informazione, perché noi non abbiamo altro interesse se non quello di stabilire la verità.

NoteModifica

  1. Fulvio Ascensi. Termovalorizzatori per morire (intervista a Stefano Montanari). URL consultato il 16-02-2010.
  2. a b c d Stefano Montanari, L'insidia delle polveri sottili e delle nanoparticelle, op. cit.
  3. a b c Termovalorizzatori per morire. URL consultato il 04-03-2010.
  4. a b c Stefano Montanari; Antonietta M. Gatti. Nanopatologie: cause ambientali e possibilità di indagine (PDF). 2006. URL consultato il 13-03-2012.

BibliografiaModifica

  • Stefano Montanari, Il girone delle polveri sottili, Diegaro di Cesena, Macro, 2008.
  • Stefano Montanari, L'Insidia delle Polveri Sottili (DVD), Editore Macro, 2007.
  • Stefano Montanari (a cura di), Rifiuto: Riduco e Riciclo, Arianna Editrice, 2009.