Apri il menu principale

Tommaso Gaudiosi (... – ...), poeta italiano.

Citazioni di Tommaso GaudiosiModifica

  • Chi m'intima la morte a suon di squille? | E chi 'l tempo misura al viver mio? | Dovrìa bastar che 'l luminoso Dio | terminasse il mio dì con sue faville. || Dovrìa bastar che l'oriuol da ville[1] | tripartisse il mio dì col suon natio; | pur nuovi ordigni apparecchiar vegg'io | di mia vita a turbar l'ore tranquille. || Se le misure tue son pur sì corte, | tempo, a che giova il mio mortal soggiorno, | ov'ho sempre a temer l'ultima sorte? || Che si mora una volta. Egli è men forte | una volta morir che 'n un sol giorno | sentir dodici volte «ecco la morte». (L'orologio[2])
  • Scherza fortuna, e da dipinte carte | diverse sorti in un momento tira; | e ne' punti e ne' numeri s'aggira | del vincer l'opra e del contender l'arte. || Volar da questa a la contraria parte | l'argento e l'oro, e rivolar, si mira; | ch'ove resiste, ove fortuna aspira, | or toglie avara or liberal comparte.[3] || Vedi talor, bench'a veder sia strano, | esser ministra de' suoi danni a punto, | mal grado suo, la dispensiera mano.[4] || Da questo gioco ha 'l mio giudizio assunto | che move e regge ogni accidente umano | fugace istante, indivisibil punto. (Il gioco delle carte[5])
  • Sotto rigida sferza, or nell'algente | rigor del verno or nell'arsure estive, | su le carte latine e su l'argive | s'affanna un uom per coltivar la mente. || E dal sol che tramonta al sol nascente, | or filosofa e legge, or detta e scrive; | abbandona talor le patrie rive | per veder nove cose e nova gente || Ma, fatto saggio, ove di coglier spera | il frutto alfin de' suoi sudati affanni, | vede del giorno suo subita sera. || O natura infedel, come m'inganni! | Più dell'ingegno uman vola leggiera | la ruota irrevocabile degli anni.[6]

NoteModifica

  1. Dovrebbe bastare il suono consueto della campana pubblica che divide tre volte – al mattino, al mezzogiorno, alla sera – i giorni degli uomini. Cfr. Antologia della letteratura italiana, p. 818.
  2. Citato in Angelo Gianni, Mario Balestrieri e Angelo Pasquali, Antologia della letteratura italiana, Per le scuole medie superiori con introduzioni sugli aspetti della società e delle lettere, vol. II, parte prima, pp. 818-819.
  3. Distribuisce con generosità. Cfr. Poesia italiana, p. 512.
  4. La mano che distribuisce le carte. Cfr. Poesia italiana, p. 512.
  5. In Poesia italiana, il Cinquecento, a cura di Giulio Ferroni, Il Seicento, a cura di Lucio Felici, Garzanti, Milano, 19931, p. 511-512. ISBN 88-11-20452-6
  6. Da I Marinisti. Opere scelte, a cura di G. Getto, Utet, Torino, 1954; citato in Lunario dei giorni di quiete. 365 giorni di letture esemplari, a cura di Guido Davico Bonino, prefazione di Claudio Magris, Einaudi, Torino, 1997, p. 392. ISBN 8806147234

Altri progettiModifica