Tommaso Berni

calciatore italiano

Tommaso Berni (1983 – vivente), calciatore italiano.

Citazioni di Tommaso BerniModifica

  • Quelli come me [i portieri di riserva] ricchi non diventano, ma di certo oggi va meglio rispetto a quando ero giovane e giocavo in Inghilterra nel Wimbledon: all'inizio i vecchi della squadra neanche rispondevano al mio "buongiorno". Una sera decido di portarli a cena in un ristorante italiano di Londra per farmeli amici: arriva il conto e mi viene un colpo. Si impietosirono, pagarono loro per me e diventai il cocco del gruppo.[1]

Tommaso Berni, fra la moglie Luna e i meteoriti

Intervista di Simone Lo Giudice, Ilposticipo.it, 18 dicembre 2020.

  • [«Lei è stato un terzo portiere col sorriso sulle labbra: non è da tutti, non crede?»] Per me il calcio è stato una grande passione fin da bambino. Ho cominciato a giocare quando avevo nove anni in tutt'altro ruolo. Ogni momento era buono per tirare un calcio al pallone. La mia carriera mi ha portato a ricoprire questo ruolo. Non si può essere scontenti quando si fa qualcosa che piace così tanto. Potevo sognare di giocare qualche partita in più, ma arrivare all'Inter ha significato andare oltre le mie aspettative. Ho compensato il fatto di giocare poco con il raggiungimento di un traguardo che pensavo inarrivabile.
  • Nel 1997-98 ero nel settore giovanile dell'Inter: mi allenavo con Castellini ad Appiano e mi fermavo sempre per vedere dal vivo i campioni, da Ronaldo a Vieri, da Baggio a Zamorano. Anche se c'erano 10 gradi sottozero e la neve alta un metro, tutto sudato imploravo Castellini per farmi rimanere. Lui me lo permetteva a patto che non prendessi freddo. Io ero un ghiacciolo, ma sarei stato lì ore e ore.
  • Mi sono sempre allenato come se dovessi giocare ogni domenica. Sapevo quale era la mia posizione, ho sempre avuto davanti portieri di livello internazionale all'Inter. Uno su tutti Handanovic, tra i più forti d'Europa: purtroppo gli è mancato alzare qualche trofeo, se ci fosse riuscito sarebbe stato elogiato di più. Quando sei fuori e non giochi sei più libero di testa, poi dalla panchina vivi la partita a mille. Ho cercato di dare il mio contributo con l'atteggiamento, cercando di trasmettere questa passione ai miei compagni. A volte sono stato eccessivo e ho dovuto pagare pegno. Se ti fai buttare fuori in maniera stupida bisogna fare un regalo alla squadra: io ne ho fatti un paio, ma non dico cosa, resta tra di noi.

NoteModifica

  1. Citato in Fabrizio Salvio, Reina vice Gigio? Ma chi ci crede, SportWeek nº 12 (877), 24 marzo 2018, pp. 83-86.

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