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Thomas Willis

Thomas Willis (1621 – 1675), medico britannico.

De anima brutorumModifica

  • Le bestie sono dotate nel loro cuore di molti altri tipi di capacità e di qualità che noi dobbiamo acquistare con lo studio. E di fatto se guardiamo le capacità naturali proprie degli animali ci sarà lecito scoprire delle capacità dello stesso tipo in certa misura in tutti. La maggior parte di essi infatti, pur nata da poco, ricerca, senza alcuna guida i rimedi contro la fame e il freddo e li adotta avidamente. Da adulti poi, sia pur osservati attentamente da alcuni del branco, senza alcun consigliere, ma seguendo semplicemente l'esempio, compiono spontaneamente le azioni peculiari della propria specie. [...] tanto che Plinio dice che dobbiamo vergognarci del fatto che tutti gli animali abbiano appreso da loro stessi quali sono le erbe medicinali tranne l'uomo. (cap. VI; 1994, p. 556)
  • Di fatto molte azioni dei bruti che suscitano la nostra meraviglia, la prima volta sono state da essi compiute per caso; poi, ripetute più volte diventano loro abitudine, e ciò sembra dimostrare una maggiore sagacità e interesse. (cap. VI; 1994, p. 559)
  • Alcuni animali bruti sono ammaestrati dall'esempio, dall'imitazione, dal modo di agire di animali della stessa o di diversa specie a compiere azioni eccellenti. Ecco perché la scimmia ricorda l'uomo nel modo di agire esteriore, tanto che da alcuni è ritenuta una specie inferiore di quello. Questo animale, senz'altro adatto alle imitazioni, riproduce a puntino – come se fosse dotato di un cervello capace e finissimo – quasi tutti i gesti che gli capita di vedere. Dato che è poi dotato di una memoria saldissima, ricorda questi giochi di destrezza, anche se fatti una sola volta, e li ripete per piacere. (cap. VI; 1994, pp. 559-560)

BibliografiaModifica

  • Thomas Willis, De anima brutorum, Londra, 1672; citato in Gino Ditadi (a cura di), I filosofi e gli animali, vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994. ISBN 88-85944-12-4

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