Differenze tra le versioni di "Sandro Pertini"

citazione su Stalin fatta al senato nel 53
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(citazione su Stalin fatta al senato nel 53)
*Se tutti i popoli della terra, tutti i [[giovani]] della terra potessero trovarsi uniti e potessero quindi coralmente esprimere il loro desiderio, la loro volontà, tutti si esprimerebbero per la pace, contro la guerra. E noi vogliamo che i nostri giovani possano vivere sicuri della pace e della libertà. Vogliamo che essi siano degli uomini liberi, in piedi, a fronte alta, padroni del loro destino e non dei servitori in ginocchio.<ref>Dal messaggio di fine anno del 1983; riportato in ''[http://presidenti.quirinale.it/Pertini/documenti/per_disc_31dic_83.htm Quirinale.it]''.</ref>
*Siamo preoccupati per quello che accade nell'[[Afghanistan]]. Ma come, noi che siamo stati [[partigiani]], che abbiamo lottato contro i nazisti e contro i fascisti per la libertà, dovremmo rimanere indifferenti di fronte alla lotta che stanno sostenendo i partigiani afghani contro il dominatore straniero? La nostra solidarietà quindi ai partigiani afghani.<ref name= Per981 >Dal messaggio di fine anno del 1981; riportato in ''[http://www.fondazionepertini.it/asp/leggi.asp?IdSez=3&idcontenuto=193&IdSottoSez=41 FodazionePertini.it]''.</ref>
*Uomini di ogni credo politico, amici ed avversari, debbono oggi riconoscere l'immensa statura di [[Josif Stalin|Giuseppe Stalin]]. Egli è un gigante della storia e la sua
memoria non conoscerà tramonto. Siamo costernati dinanzi a questa morte per il vuoto che Giuseppe Stalin lascia nel suo popolo e nella umanità intera. Signori, se abbandonate per un istante le vostre ostilità politiche, come le abbandono io in questo momento, dovete riconoscere con me che la vita di quest'uomo coincide per trent'anni con il corso
dell'umanità stessa.<ref>[http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/487877.pdf Commemorazione al senato], 6 marzo 1953 (pag 4)</ref>
*{{NDR|Nel 1978 sull'amnistia agli anarchici}} Vede, io sono un vigliacco. Tutti noi siamo dei vigliacchi. Quando parliamo di democrazia siamo tutti in malafede. Democrazia significa governo del popolo, ma se governasse il popolo non governeremmo noi. Lo facciamo perché il governo è più facile dell'autogestione, più comodo. E perché, ammettiamolo, un po' ci piace avere tutto questo potere. E continueremo a governare. Ma l'amnistia è un atto dovuto, visto che hanno ragione loro. E una parte di me spera che prima o poi vinceranno. (citato in Livio Zanetti, ''Pertini sì Pertini no'')
*{{NDR|Riguardo le spedizioni punitive dei [[fascismo|fascisti]]}} Voi sapete come facevano: aspettavano – erano degli eroi! – di essere in venti o in trenta per aggredire gli [[antifascismo|antifascisti]] quando si trovavano isolati. Se eravamo in tre, allora non ci aggredivano più!<ref>Dagli Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, Legislatura II, seduta del 23 febbraio 1955, p. 404; riportato in ''[http://www.pertini.it/cesp/doc_11.htm Pertini.it]''.</ref>
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