Differenze tra le versioni di "Madame de Staël"

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*O [[donna|donne]], voi siete le vittime del tempio in cui siete adorate.<ref>Citato in Giovanni De Castro, ''Proverbi italiani illustrati'', Francesco Sanvito, 1858, [http://books.google.it/books?id=o2cxAQAAMAAJ&pg=PA303 p. 303]</ref>
*Quando una nobile vita si è preparata per la [[vecchiaia]], quello che rivela non è il declino ma i primi giorni dell'immortalità.<ref>Citato in ''Focus'', n. 115, p. 170.</ref>
*Di tutti gli uomini che io non amo, questo è quello che preferisco.<ref>Ghislain de Diesbach, ''Madame de Staël'', Perin Editeur, 2008. Riferito al barone de Staël, di 17 anni più anziano, che ha sposato in giovanissima età</ref>
*Ho l'idea di essere nata per soffrire e su questo ne faccio un sistema religioso. Mi rimprovero di essere stata nella prosperità leggera e poiché credo alla giustizia divina, mi accuso e penso di essermi meritata di aver pianto per ben quattro anni.<ref>Citato nell'articolo ''Madame de Staël e il suicidio'', in Mind Mente&Cervello</ref>
 
==''Riflessioni sul suicidio''==
*Se esistono nella natura fisica due forze opposte che fanno muovere il mondo come l'impulso e la gravitazione, si può anche affermare che il bisogno di agire e la necessità di sottomettersi, la volontà e la rassegnazione, sono i due poli dell'essere morale e che l'equilibrio della ragione non può che trovarsi fra i due.
*Sottolineerò con forza la differenza che esiste tra il suicidio e la dedizione, ossia tra il sacrificio di sé agli alti o - il che è lo stesso - alla virtù, e la rinuncia all'esistenza perché ci è di peso.
*Per quanto esistano azioni umane più perverse del suicidio, nessuna di esse sembra sottrarci in modo così letterale alla protezione di Dio
*È insensato, oltre che colpevole, volersi uccidere, perché tutto quel che ha a che vedere con la vanità, è necessariamente passeggero e non bisogna consentire a qualcosa di passeggero il diritto di scaraventarci nell'eternità.
 
==''Sulla maniera e la utilità delle Traduzioni''==
*Dovrebbero a mio avviso gl'italiani tradurre diligentemente assai delle recenti poesie inglesi e tedesche; onde mostrare qualche novità a' loro cittadini.
*Havvi oggidì nella Letteratura italiana una classe di eruditi che vanno continuamente razzolando le antiche ceneri, per trovarvi forse qualche granello d'oro: ed un'altra di scrittori senz'altro capitale che molta fiducia nella lor lingua armoniosa, donde raccozzano suoni vôti d'ogni pensiero, esclamazioni, declamazioni, invocazioni, che stordiscono gli orecchi, e trovan sordi i cuori altrui, perché non esalarono dal cuore dello scrittore. Non sarà egli dunque possibile che una emulazione operosa, un vivo desiderio d'esser applaudito ne' teatri, conduca gl'ingegni italiani a quella meditazione che fa essere inventori, e a quella verità di concetti e di frasi nello stile, senza cui non ci è buona letteratura, e neppure alcuno elemento di essa?
 
==Citazioni su Madame de Staël==
*Questa donna, così raffinata, si lamenta continuamente di non poterlo essere abbastanza. Assieme alla sua verve nel conversare, alla sua gaiezza, al coro di quanti le mostravano devozione, Madame de Staël è melancolica, teme la solitudine e soprattutto la noia, è disposta a qualsiasi concessione pur di non restare sola con se stessa.<ref>Citato in ''Madame de Staël'', Perin Editeur, 2008.</ref>
 
==Note==
==Bibliografia==
*Madame de Staël, ''[[s:Sulla maniera e la utilità delle Traduzioni|Sulla maniera e la utilità delle Traduzioni]]'', traduzione di [[Pietro Giordani]], in ''Biblioteca italiana'', gennaio 1816.
*Ghislain de Diesbach, ''Madame de Staël'', Perin Editeur, 2008.
*[[Vittorio Andreoli]], ''Madame de Staël e il suicidio''. In: Mind Mente&Cervello, Le Scienze, luglio 2018, N. 163, pp. 22-23.
 
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