Differenze tra le versioni di "Jean Cocteau"

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*Se preferisco i [[cane e gatto|gatti]] ai [[cane e gatto|cani]], è perché non ci sono gatti poliziotti.<ref>Citato in Brigitte Bulard-Cordeau, ''Il piccolo libro dei gatti'', traduzione di Giovanni Zucca, Fabbri Editori, Milano, 2012, [https://books.google.it/books?id=CJVtc6ESC-UC&pg=PA86 p. 86]. ISBN 978-88-58-66237-3</ref>
*Tutte queste cicatrici Terra sono il fascino della tua figura guerriera. (citato in ''Il mio primo viaggio'', fuori testo a pag. 8)
 
==''La spaccata''==
===[[Incipit]]===
Jacques Forestier piangeva con facilità. Il cinema, la cattiva musica, un romanzo d'appendice gli strappavano le lacrime. Non confondeva simili ingannevoli dimostrazioni di delicatezza d'animo con le lacrime profonde: queste sembrano scorrere senza motivo.<br/>Poiché nascondeva le lacrime di poco conto all'ombra di un palco o standosene solo con un libro, e poiché le lacrime autentiche sono rare, lo consideravano una persona insensibile e spiritosa.<br/>La sua reputazione di persona spiritosa derivava dalla prontezza di spirito. Tutto al mondo gli suggeriva versi in rima, e lui li combinava in modo tale che le rime sembravano esistere da sempre. Per rime intendiamo: qualsiasi cosa.<br/>Forzava brutalmente i nomi propri, i volti, gli atti, i discorsi esitanti, spingendoli ai limiti, abitudine che gli procurò la reputazione di bugiardo.<br/>Aggiungiamo che ammirava i bei corpi e i bei visi, a qualsiasi sesso appartenessero. A causa di questa strana vaganza gli venivano addebitati cattivi costumi, perché i cattivi costumi sono l'unica cosa di cui le persone fanno credito senza esitare.
===Citazioni===
*Arrivare. Jacques si domanda a che cosa si arrivi. [[Napoleone Bonaparte|Bonaparte]] è arrivato all'incoronazione o a Sant'Elena? Un treno che fa parlare di sé perché ha deragliato e ucciso i suoi passeggeri è arrivato? O è più arrivato se arriva in stazione? (p. 11)
*È un dato di fatto chi il ballo in [[maschera]] smaschera. (p. 16)
*La mappa della nostra vita è piegata in modo tale che noi non la vediamo attraversata da un'unica grande strada, ma, mano a mano che l'apriamo, da una piccola strada ogni volta diversa. Crediamo di scegliere e non abbiamo scelta. (p. 21)
*Un giovane giardiniere persiano disse al suo principe:<br/>«Stamattina ho incontrato la [[morte]]. Mi ha fatto un gesto di minaccia. Mi salvi. Vorrei che un miracolo mi facesse essere a [[Esfahan|Ispahan]], stasera».<br />Il buon principe gli presta i suoi cavalli. Nel pomeriggio, il principe incontra la morte.<br/>«Perché», le chiede, «stamattina hai fatto un gesto di minaccia al mio giardiniere?».<br/>«Non era un gesto di minaccia», rispose, «ma di sorpresa, perché avevo visto che stamattina era così lontano da Ispahan, ed è a Ispahan che devo prenderlo stasera». (p. 21)
*[...] i [[fiume|fiumi]] scorrono senza badare ai bagnanti e agli alberi di cui riflettono l'immagine. Desiderano il mare. Lo baciano alla fine di un viaggio eterno, gettandovisi con voluttà. (p. 45)
*Quando tutto si muove insieme, nulla sembra muoversi. (p. 57)
*Il [[sonno]] ha il suo universo, la sua geografia, la sua geometria, il suo calendario. Capita che a volte ci trasporti in ere antidiluviane. Allora ritroviamo una scienza del mare misteriosa. Nuotiamo e crediamo di volare senza fatica. (p. 91)
*Il sonno non è ai nostri ordini. È un pesce cieco che sale dagli abissi, un uccello che piomba dall'alto su di noi. (p. 104)
*Nel momento del risveglio, chi pensa, in noi, è l'animale, la pianta. Pensiero primitivo senza nessun cosmetico. L'universo che vediamo è terribile, perché vediamo bene. Poco tempo ancora, e l'intelligenza ci imbottisce di artifici. Fornisce quei piccoli giocattoli che l'uomo inventa per nascondere il vuoto. È allora che crediamo di veder bene. (p. 106)
*[[Occhiali da sole|Occhiali scuri]] o [[malinconia]] spengono i colori del mondo; ma, attraverso loro, possiamo fissare il sole e la morte. (p. 114)
*[...] per vivere sulla terra bisogna seguirne le mode, e il cuore è un capo che non si indossa più. (p. 140)
 
==''I ragazzi terribili''==
 
==Bibliografia==
*Raymond Radiguet, ''Il ballo del conte d'Orgel'' (''Le bal du comte d'Orgel''), traduzione di Enrico Emanuelli, introduzione di Roberto Cantini, Oscar Mondadori 1975.
*Jean Cocteau, ''Il mio primo viaggio'' (''Mon premier Voyage – tour du monde en 80 jours''), traduzione di Olga Koudacheff, Istituto Geografico De Agostini, 1964.
*Jean Cocteau, ''La spaccata'' (''Le grand écart''), traduzione di Francesco Bergamasco, Alberto Castelvecchi Editore, 2009.
*Raymond Radiguet, ''Il ballo del conte d'Orgel'' (''Le bal du comte d'Orgel''), traduzione di Enrico Emanuelli, introduzione di Roberto Cantini, Oscar Mondadori 1975.
 
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