Differenze tra le versioni di "Carlo Goldoni"

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==Citazioni di Carlo Goldoni==
*Come l'[[appetito]] rende saporite le vivande! (da ''Le memorie'', a cura di Rosolino Guastalla, La Nuova Italia, 1933; attribuita anche a [[Paolo Mantegazza]])
*''Ecco il [[caffè]], signore, caffè in Arabia nato, | e dalle carovane in Ispaan portato. | L'arabo certamente sempre è il caffè migliore; | mentre spunta da un lato, mette dall'altro il fiore. | Nasce in pingue terreno, vuol ombra, o poco sole. | Piantare ogni tre anni l'arboscel si suole. | Il frutto non è vero, ch'esser debba piccino, | anzi dev'esser grosso, basta sia verdolino, | usarlo indi conviene di fresco macinato, | in luogo caldo e asciutto, con gelosia guardato. |'' [...] ''| a farlo vi vuol poco; | mettervi la sua dose, e non versarlo al fuoco. | Far sollevar la spuma, poi abbassarla a un tratto | sei, sette volte almeno, il caffè presto è fatto.'' (Curcuma: da ''La sposa persiana'', atto IV, scena I; p. 65)
*''Era di notte e non ci si vedea, | perché Marfisa avea spento il lume. | Un rospo colla spada e la livrea | faceva un minuetto in mezzo al fiume. | L'altro giorno è da me venuto Enea, | e m'ha portato un orinal di piume. | Cleopatra ha scorticato Marcantonio; | le femmine son peggio del demonio''. (da ''Il poeta fanatico'', III, 7)
*Ero avvocato; ero stato presentato al tribunale: si trattava ora di trovare i clienti. Tutti i giorni andavo al palazzo per vedere arringare i maestri in quell'arte e, intanto, mi guardavo bene attorno, sperando che il mio aspetto potesse risultare gradevole a qualche difensore il quale decidesse così di affidarmi una causa in appello. Infatti un avvocato novello non può brillare e farsi onore nei tribunali di prima istanza; solo nelle corti superiori si può fare sfoggio della propria scienza, della propria eloquenza, della propria voce e della propria abilità: quattro mezzi tutti ugualmente necessari affinché un avvocato, a Venezia, sia di primo rango. (dalle ''Memorie'', Libro I, capitolo XXIV)
*Il caro e grande Goldoni aveva torto (ebbe ragione il [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] a dire che Mirandolina sposa il suo Fabrizio per farsene un servo); e doppio torto, per avere insistito ad affermare "che fra tutte le commedie composte fino al 1760 era questa la più morale, la più utile, la più istruttiva", poiché, riflettendo sul carattere e sugli avvenimenti del cavaliere, si sarebbe trovato "un esempio vivissimo della presunzione avvilita, ed una scuola che insegna a fuggir i pericoli per non soccombere alle cadute". ([[Gerolamo Bottoni]])
*[...] la freddezza inalterabile, il crudele piacere della vendetta finiscono per muovere il nostro sdegno; tanto che per avere un marito servo, l'insulso scioglimento ci soddisfa poco o punto. ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
 
===''La sposa persiana''===
===[[Incipit]]===
''Tamas, ed Alì.''
 
<poem>'''Tamas''' Non mi annoiare, Alì: son dal dolore oppresso;
Odio gli altrui consigli, odio perfin me stesso.
L'oppio, che pur sai, quanto suole alterar gli spirti,
Nulla giovommi; oh pensa... Vanne; non voglio udirti.</poem>
 
===Citazioni===
*''Ecco il [[caffè]], signore, caffè in Arabia nato, | e dalle carovane in Ispaan portato. | L'arabo certamente sempre è il caffè migliore; | mentre spunta da un lato, mette dall'altro il fiore. | Nasce in pingue terreno, vuol ombra, o poco sole. | Piantare ogni tre anni l'arboscel si suole. | Il frutto non è vero, ch'esser debba piccino, | anzi dev'esser grosso, basta sia verdolino, | usarlo indi conviene di fresco macinato, | in luogo caldo e asciutto, con gelosia guardato. |'' [...] ''| a farlo vi vuol poco; | mettervi la sua dose, e non versarlo al fuoco. | Far sollevar la spuma, poi abbassarla a un tratto | sei, sette volte almeno, il caffè presto è fatto.'' (Curcuma: da ''La sposa persiana'', atto IV, scena I; p. 65)
 
==''La vedova scaltra''==
'''Ott.''' Ehi, se venisse mia moglie, avvisatemi. (''verso la porta'')<br>
'''Pant.''' Caro sior Ottavio, ve tolè una gran suggizion de sta vostra muggier.
 
===''La sposa persiana''===
''Tamas, ed Alì.''
 
<poem>'''Tamas''' Non mi annoiare, Alì: son dal dolore oppresso;
Odio gli altrui consigli, odio perfin me stesso.
L'oppio, che pur sai, quanto suole alterar gli spirti,
Nulla giovommi; oh pensa... Vanne; non voglio udirti.</poem>
 
===''La sposa sagace''===