Differenze tra le versioni di "Papa Pio XII"

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*È stato giustamente notato che una delle caratteristiche dei romani, quasi un segreto della perenne grandezza della Città Eterna, è il rispetto alle tradizioni. Non che tale rispetto significhi il fossilizzarsi in forme superate dal tempo; bensì il mantener vivo ciò che i secoli hanno provato esser buono e fecondo. La tradizione, in tal modo, non ostacola menomamente il sano e felice progresso, ma è al tempo stesso un potente stimolo a perseverare nel sicuro cammino; un freno allo spirito avventuriero, incline ad abbracciare senza discernimento qualsiasi novità; è altresì, come suol dirsi, il segnale d'allarme contro gli scadimenti. (dal discorso di Pio XII ai professori ed allievi del Liceo Ennio Quirino Visconti, di Roma del 28/2/1957; citato in Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, Tipografia Poliglotta Vaticana, vol. XVIII, p. 803)
*Gli uomini, così i singoli come la umana società, e il loro bene comune, sono sempre legati all'assoluto ordine dei valori stabilito da Dio. [...] Si verrebbe quindi a lederlo e a scardinare la difesa della pubblica moralità [...] se, per citare un esempio, si concedesse, senza riguardo a quell'ordine supremo, una incondizionata [[libertà di stampa|libertà alla stampa]] e al «film». Nel qual caso non si riconoscerebbe il diritto alla vera e genuina libertà; ma si verrebbe a legalizzare la licenza, se si permettesse alla stampa e al «film» di scalzare i fondamenti religiosi e morali della vita del popolo. Per comprendere ed ammettere un tale principio, non è neppure necessario di essere cristiani. Basta l'uso, non turbato dalle passioni, della ragione e del sano senso morale e giuridico. (dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/speeches/1947/documents/hf_p-xii_spe_19470108_nobilta-romana_it.html Discorso al patriziato e alla nobiltà romana]'', 8 gennaio 1947)
*Il sentimento della [[modestia]] si accompagna al sentimento della religione. (citato in [[Fulton J. Sheen]], ''Tre per sposarsi'', Edizioni Richter, Napoli 1964)
*Il [[trapianto]] di un tessuto o di un organo da un morto a un vivente non è trapianto da un uomo ad un altro uomo; il morto era un uomo, ma ora non lo è più.<ref name=trapianti/>
*In generale, non dovrebbe essere permesso ai medici procedere all'[[trapianto|espianto]] o altri interventi sopra un cadavere senza un accordo con coloro che sono i depositari dello stesso, e forse persino contro le obiezione preventivamente formulate dall'interessato. [...] D'altra parte, è necessario educare il pubblico e spiegargli con intelligenza erispetto che acconsentire espressamente o tacitamente a seri interventi contro l'integrità del cadavere, nell'interesse di quelli che soffrono, non offende la pietà che si deve al defunto, se per quello si hanno fondate ragioni. Questo consenso che può, nonostante tutto, significare una sofferenza e un sacrificio per i parenti prossimi, possiede però l'aureola della carità misericordiosa verso i fratelli che soffrono.<ref name=trapianti/>