Differenze tra le versioni di "Renato Guttuso"

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*La storia della pittura di Guttuso comincia da quella Fuga dall’Etna durante un’eruzione che Natale Tedesco ha chiamato ''la Guernica siciliana'' ,però siciliana è un po’ anche la Guernica di Picasso; e forse Picasso ha studiato lo schema compositivo del Trionfo della morte di Palermo più di quanto Guttuso abbia dipinto la Fuga sotto l’impressione della Guernica che Cesare Brandi gli aveva allora mandato in cartolina. (Cesare Brandi, ''Guttuso a Parma'', Il Punto, Roma, 15 febbraio 1964; cfr ''La mostra di Guttuso a Parma'', in «Galleria», XXI, 1-5, gennaio-ottobre 1971, pp. 84-85; cfr Cesare Brandi, ''Scritti sull'arte contemporanea'', Einaudi, Torino 1976, pp. 401-404; e infine in ''Brandi e Guttuso: storia di un'amicizia'', a cura di Fabio Carapezza Guttuso, Electa, Milano 2006, pp. 132-134)
*Nessuna crisi può segnare il punto del cedimento per un uomo, per un artista, il cui elemento di vita è appunto la crisi. Guttuso è sempre in crisi: sicchè nessuna crisi può coglierlo con insidia o alla sprovvista. Il suo essere pittore è una passione, una febbre – cioè, propriamente, una crisi. (Leonardo Sciascia, ''La semplificazione delle passioni'', in ''Catalogo della Mostra antologica dell’opera di Renato Guttuso'', Palermo, Palazzo dei Normanni, 1971)
*No, e del resto, perPer un artista vero – qual è per esempio Guttuso – il “realismo socialista” non esiste. Guttuso è un grande pittore più quando fa “I''I tetti di Sicilia”Sicilia'' che quando dipinge i “Funerali''Funerali di Togliatti”Togliatti''. Le etichette esistono in senso deteriore, e per la la parte deteriore. (Leonardo Sciascia, intervista su “Critica''Critica Sociale”Sociale'', gennaio 1978, p. 17)
*Non posso dirti come vada il lavoro, perchè non ne so nulla, e poi ho avuto il mal di denti, e poi è un momento che di lavorare non ho voglia. La campagna mi ha eccitato qualche momento – così bella e così inaspettatamente ricca di colore... Ma certe volte io vedo, sento penso e non mi piace dipingerlo. Mi pare di guastarmi un piacere privato. Non so che deduzione trarre da siffatti sentimenti ma preferisco guardare persino senza pensare..(Lettera di Renato Guttuso a Cesare Brandi, 25 luglio 1939, Archivi della Soprintendenza di Siena; pubblicata in ''Brandi Guttuso, storia di un'amicizia'', a cura di Fabio Carapezza Guttuso, Electa, Milano 2006, p. 10)
 
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