Martha Nussbaum: differenze tra le versioni

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*Tante cose ingiuste e sbagliate in politica internazionale rivelano le tracce di questa patologia: le persone sono fin troppo pronte a pensare a certi gruppi come sporchi e cattivi, e a vedere se stesse come figure angeliche. Diciamo che questa tendenza molto radicata negli esseri umani è nutrita da innumerevoli vecchie storie narrate ai bambini, che, appunto, raccontano come il mondo sarebbe bello se certe streghe o certi mostri perfidi e disgustosi fossero uccisi e bruciati, magari nel loro stesso forno. Forse che la tanto amata favola di Hänsel e Gretel, resa famosa dall'opera di [[Humperdinck]], discepolo di [[Wagner]], che cercò di celebrare la purezza del ''Volk'' tedesco, contribuì alle fantasie che condussero, più tardi, all'accettazione quantomeno inconscia dell'attuazione dello sterminio? Alla fine della favola, i biondi bambini tedeschi tornano alla vita, liberati dal sortilegio della strega, e gioiscono al suo incenerimento (pag. 52 e nota nelle pagg. 62-63).
*Il metodo socratico è una pratica sociale. L'ideale sarebbe che esso ispirasse il funzionamento della gran parte delle istituzioni sociali e politiche. Poiché stiamo trattando dell'istruzione formale, vediamo che essa può essere considerata come una disciplina, da inserire in un programma scolastico o universitario. Non sarà mai insegnata bene, però, fino a quando non informerà lo spirito pedagogico nelle classi e l'''ethos'' di tutta la scuola. Ogni studente deve essere trattato come un individuo da cui ci si aspetta che possa esprimersi in un contributo attivo, e creativo, alla discussione in classe. Questo tipo di pedagogia è possibile solo con piccole classi, o, almeno, con incontri regolari di piccoli gruppi provenienti da classi più ampie (pag. 72).
*Alla base dell'opera di [[Friedrich Fröbel|Fröbel]], che si occupa dell'educazione dei bambini molto piccoli, le tecniche socratiche sono sicuramente presenti, anche se non in maniera formale: lo si coglie nell'incoraggiamento rivolto al bambino perché sia attivo, curioso e riflessivo, anziché meramente ricettivo. Altrettanto socratica è la sua idea che ogni bambino meriti rispetto, e che ognuno (senza distinzione di classe o di genere) debba fare domande e dire la sua. Oggi i bambini di tutto il mondo devono molto all'opera di questo pedagogista, visto che l'idea di una primissima educazione attraverso il gioco in un'atmosfera di partecipazione e amore ha favorito la diffusione di nidi e scuole materne più o meno ovunque. Quest'idea feconda è osteggiata nel mondo attuale, perché i bambini sono sempre più indotti ad acquisire conoscenze, sempre più precocemente, spesso perdendo la possibilità di apprendere tramite la serenità del gioco (pagg. 77-78).
*L'aspirazione a rendere socratiche le scuole primarie e secondarie non è utopistica, né richiede doti eccezionali. È assolutamente alla portata di qualsiasi comunità che rispetti l'intelligenza dei suoi giovani e le esigenze di una democrazia vitale. Invece, cosa sta succedendo oggi? Ebbene, in tanti paesi [[Socrate]] non è mai stato di moda oppure non lo è più da tempo. Le scuole pubbliche in [[India]] sono luoghi deprimenti dove si apprende in modo meccanico e ripetitivo, impermeabili agli insegnamenti di [[Tagore]] e dei suoi colleghi socratici. Negli [[Stati Uniti]] va un po' meglio, perché [[John Dewey|Dewey]] e i suoi esperimenti socratici hanno esercitato un'ampia influenza. Ma le cose stanno cambiando rapidamente e [...] siamo prossimi al collasso dell'ideale socratico. Le democrazie di tutto il mondo stanno sottovalutando, e di conseguenza trascurando, i saperi e le capacità di cui abbiamo disperatamente bisogno per mantenere vitale, rispettosa e responsabile la democrazia stessa (pag. 91-92).
*La conoscenza non è garanzia di un buon comportamento, ma l'ignoranza lo è quasi certamente di uno cattivo (pag. 96).
*Un buon insegnamento richiede di abituare i bambini e i ragazzi a vedere come la storia viene costruita a partire da fonti e testimonianze di vario tipo, a valutare i dati a disposizione, e ad imparare ad affrontare differenti narrazioni storiche. La discussione in classe su ciò che si è imparato deve essere alimentata da spirito critico; quando si studiano la storia e l'economia di una cultura, devono fioccare le domande sulle differenze di potere e di opportunità, sul ruolo delle donne e delle minoranze, sui meriti e i difetti delle diverse strutture di organizzazione politica (pag. 104).
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