Differenze tra le versioni di "Marco Porcio Catone"

*Non credere sempre a chi ti dà notizie: bisogna avere poca fiducia in chi parla molto. (da ''Distico'' 2, 20)
:''Noli tu quaedam referenti credere semper: exigua est tribuenda fides, qui multa locuntur.
 
*Nessuna legge è comoda ugualmente per tutti. (in [[Tito Livio]], XXXIV, 3, citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921)
:''Nulla lex satis commoda omnibus est''.
*Pianta alberi, che gioveranno in un altro tempo. (citato in Cicerone, ''De senectute'')
:''Serit arbores, quae alteri saeclo prosint.''
*È meglio avere degli acerrimi nemici piuttosto che quegli amici che si fingono dolci: i primi spesso dicono il vero, i secondi mai.<ref name="multidieci">{{Rif|10}}</ref> (citato in [[Cicerone]], ''De amicitia'', 24, 90)
:''Melius acerbos inimicos mereri, quam eos amicos, qui dulces videantur: illos verum saepe dicere, hos numquam''.
===Attribuite===
*Sopprimere una [[legge]] equivale a far vacillare tutte le altre. (citato in [[Tito Livio]], XXXIV, 3; 1997)
:''Unam tollendo legem ceteras infirmetis.''
 
*Nessuna legge è comoda ugualmente per tutti. (citato in [[Tito Livio]], XXXIV, 3, e citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921)
:''Nulla lex satis commoda omnibus est''.
 
*Nessuna legge è ugualmente vantaggiosa per tutti: bisogna piuttosto chiedersi se fa gli interessi della maggioranza e da un punto di vista generale. (citato in [[Tito Livio]], XXXIV, 3; 1997)
:''Nulla lex satis commoda omnibus est: id modo quaeritur, si maiori parti et in summam prodest.''
 
*''[D]iversisque duobus vitiis, avaritia et luxuria, civitatem laborare, quae pestes omnia magna imperia everterunt.'' (citato in [[Tito Livio]], XXXIV, 4)
:La città è afflitta da due vizi tra loro opposti, l'avarizia e il lusso, rovinosi malanni che hanno fatto crollare tutti i grandi imperi.<ref>La frase si inserisce direttamente nel discorso della citazione precedente. Qui Catone ricorda a tutti che lui ha sempre criticato la lussuria e l'avarizia; quindi come mai alle donne si vuole concedere?</ref> (1997)
:La città è travagliata da questi due vizi: l'avarizia e la lussuria; e queste pesti hanno rovinato tutte le grandi cose dell'impero. (2006)
 
*La peggiore delle vergogne è quella della parsimonia e della povertà. (citato in [[Tito Livio]], XXXIV, 4; 2006)
:''Pessimus quidem pudor est vel parsimonia vel paupertatis.''
 
*Come, un uomo malvagio è più sicuro imputarlo che assolverlo, così, il [[lusso]] sarebbe più tollerabile trattenerlo piuttosto che lasciarlo libero, come succede ad un animale indomabile, eccitato proprio dai vincoli, lasciato libero. (citato in [[Tito Livio]], XXXIV, 4; 1997)
:''Et hominem improbum non accusari tutius est quam absolvi, et luxuria non mota tolerabilior esset quam erit nunc, ipsis vinculis sicut ferae bestiae inritata, deinde emissa.''
 
*La [[guerra]] si nutre da sola. (citato in [[Tito Livio]], XXXIV, 9; 1997)
:''Bellum inquit se ipsum alet.''
 
===Senza fonte===
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