Differenze tra le versioni di "Lucrezia Borgia"

* Da quando era diventata la moglie del duca di Ferrara, nessun pettegolezzo l'aveva più sfiorata. A Corte la chiamavano ''Pulcherrima virgo'', bellissima vergine, i poeti componevano versi in suo onore, i musici canzoni, i diplomatici la colmavano di lodi. Lucrezia ricambiava questi atti di omaggio sovvenzionando le arti, circondandosi di umanisti, letterati e filosofi, leggendo i classici e imparando le lingue. Negli ultimi anni aveva subito una profonda crisi religiosa, s'era fatta terziaria francescana, si comunicava ogni mattina e passava lunghe ore del giorno in preghiera. Se per un certo periodo era vissuta da peccatrice, certamente morì da santa.<ref>Montanelli-Gervaso, ''Storia d'Italia. Volume 2 (1250-1600)'' edita con ''Il Corriere della Sera'', p. 346</ref> ([[Indro Montanelli]])
 
*Da queste nozze bianche {{NDR|Con Giovanni Sforza}} che solo una ragione politica aveva precipitate, comincia l'esistenza oscillante di Lucrezia quale era imposta a lei dalle circostanze e dalle ambizioni dei suoi fmiliarifamiliari, ma quale ella accettava e sarebbe andata sempre meglio accettando. Non nella sua debolezza, ma nella fatalità intima dei suoi assensi ognuno dei quali è una capitolazione, sta il vero dramma di Lucrezia: e, a questo lume, il suo modo di non voler conoscere e non di non voler sapere quello che le accade dintorno appare una difesa femminile, nata dall'istinto, misera, ma patetica e coraggiosa. Innalzarsi tanto da giudicare il padre e il fratello non lo potrà mai, meno per incapacità di giudizio o per tenerezza di cuore, che per una verità più violenta ed elementare: perché anche lei è una Borgia, e sente anche lei la forza di quel sangue che le fa impeto e che si dà ragione da sé, fuori da ogni morale, brutalmente e splendidamente. Solo in tempi più tardi, dal disordine della sua anima che sta fra la religione e la sensualità, fra la volontà di una vita disciplinata e l'ardente anarchia dei desideri, saprà levarsi e intraprendere contro il padre, contro il fratello o contro il suocero duca di Ferrara quelle sue ribellioni che la condurranno, sola fra i Borgia, a salvarsi. ([[Maria Bellonci]])
 
*Di mediocre statura, gracile in aspetto, di faccia alquanto lunga, il naso ha profilato, aurei i capelli, gli occhi bianchi, la bocca alquanto grande, candidissimi i denti; la gola schietta e bianca ornata con decente valore, in tutto l'esser suo continuamente allegra e ridente.<ref>Citato in Bradford, p. 17.</ref> (Lucrezia descritta da Niccolò Cagnolo da Parma suo contemporaneo)
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