Differenze tra le versioni di "Steve Perry"

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==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Aliens. Il nido sulla Terra'' (Earth Hive, 1992)===
Nonostante la tuta pesante, Newt sentiva il freddo pungente della notte penetrarle nelle ossa. Il cingolato riusciva a fermare gran parte del vento gelido e il calorifero portatile che avevano posto all'esterno a guisa di falò era regolato al massimo, ma faceva an­cora freddo. Di più non si poteva fare; non c'era legno sul pia­neta Ferro e, anche se ci fosse stato, c'era da scommettere che non l'avrebbero bruciato. In quel mondo un grammo di legno era più prezioso del platino. Non si capiva come gli abitanti degli al­tri mondi potessero tagliarlo e sprecarlo.
 
===''Aliens. Incubo'' (Nightmare Asylum, 1993)===
Fuori, nel vuoto assoluto dello spazio, il silenzio era totale, ma all'interno della nave robot guidata dal pilota automatico il ron­zio costante dei motori a gravità era insistente, come una nota bassa emessa da uno strumento musicale dalla tonalità solenne. La vibrazione, che penetrava nella carne, arrivava alle ossa e si spingeva ulteriormente quasi a raggiungere l'anima, era perce­pibile fin dal momento in cui le celle dell'ipersonno si erano aperte come le valve di un mollusco per esporre a questo rumore i mem­bri dell'equipaggio. Un ''om'' meccanizzato li cullava, come per farli sprofondare nuovamente nel lungo sonno senza il ricorso a dispositivi meccanici.
 
===''Guerre Stellari: l'ombra dell'Impero'' (Shadows of the Empire, 1996)===
Chewbacca ruggì tutta la sua furia e ira. Un soldato delle truppe d'assalto lo afferrò e fu scagliato nel pozzo. Altre due guardie arrivarono e furono sbattute via dal Wookiee come bambole di pezza gettate da un bambino...<br>
Un altro secondo, e uno dei soldati di Vader avrebbe sparato. Chewie era grande e forte, ma non poteva vincere contro un fucile; sarebbe stato abbattuto...<br>
Han prese a urlare al Wookiee, tentando di calmarlo.
 
===''L'uomo che non sbagliava mai'' (The Man Who Never Missed, 1985)===
La morte venne a cercarlo tra gli alberi.<br>
Gli si parò dinanzi sotto forma di una pattuglia tattica: erano in quattro e camminavano con la classica disposizione a punta di freccia, uno davanti e tre dietro. Un numero ottimale per ottenere la massima sicurezza.
 
===''Matadora'' (Matadora, 1985)===
La morte venne a cercarla da un angolo della sala giochi.<br>
Questa volta si trattava di un uomo solo, ma Dirisha — la don­na dalla pelle nera — capì che era bene addestrato da come si muo­veva; sicuro di sé, e con un perfet­to equilibrio. Non lo conosceva ma sapeva che era un ronin come lei, un giocatore della Musashi Flex. Forse l'aveva vista in azio­ne, oppure aveva sentito parlare di lei da qualcuno che la conosce­va. E ora voleva metterla alla pro­va. La solita storia.
 
===''La rivolta dei matador'' (The Machiavelli Interface, 1986)===
La morte venne a cercarlo nasco­sta dietro un sorriso.<br>
Si presentò con le sembianze di un amico fidato, un consigliere di Wall di tanto tempo prima degli anni del terrore. Era uno degli uomini migliori di Marcus Jeffer­son Wall, un vero artista della prevaricazione verbale in una Ga­lassia in cui la bugia era divenuta un'arte; un uomo che aveva preso in giro i migliori congegni che la Confederazione potesse predi­sporre; un maestro della fuga ora­toria. Ma un tempo le sue menzo­gne erano sottoposte al diretto controllo di Wall, per i suoi fini personali, mentre ora il bugiardo aveva cambiato obiettivo. Che peccato, pensò Wall. Davvero!
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