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==''Da Palermo a Gaeta: storia popolare della campagna dell'Italia meridionale''==
===[[Incipit]]===
Nelle poche e affrettate pagine che abbiamo scritte sulla gloriosa epopea di [[Giuseppe Garibaldi]] noi ci siamo fermati a [[Messina]].<br />Presaghi quasi del futuro per la coscienza negli alti destini d'[[Italia]] non dubitammo allora di predire che avresslmo in breve ripresa la penna per compier l'opera di narrare al popolo dopo la liberazione di [[Palermo]] la liberazione di [[Napoli]]; dopo il riscatto della [[Sicilia]] il riscatto del regno meridionale; dopo i miracoli di [[Calatafimi]] e di [[Milazzo]] i miracoli di Piale, di [[Capua]] e del [[Volturno]].<br />Ora legati dalla promessa pel compimento delle previdenze nostre; ora che l' eroe ci grandeggia dinanzi gigante sull'umile suo scoglio di [[Caprera]] gittando sulla terra e sul mare una di quelle ombre che sono privilegio dei colossi isterici, da [[Alessandro Magno|Alessandro]] a [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]] e a [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]]; ora, noi ci apprestiamo a sciogliere il voto disegnando a grandi tratti il quadro miracoloso a cui il forte Nizzardo legò il suo nome, che sarà pure il nome del secolo.<br />Passata la generazione che visse contemporanea alle grandi imprese, cessate le ire, morte cogli uomini le passioni che accecano, sarà opera grande di grande ingegno questo racconto.<br />La imparzialità dello storico libero dalle presenti pastoje, potrà, dicendo il vero, ristabilire equamente giudici di cose e di persone.
 
===Citazioni===
*La severa uguaglianza della [[morte]] ridarà a ciascuno il suo: la codardia della attossicata calunnia compagna infesta della vita rifugge dalla maestà dei sepolcri. (p. 6)
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