Differenze tra le versioni di "Maurice Maeterlinck"

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*Quel che dice la [[scienza]], è la natura o l'universo che glielo detta; non può essere un'altra voce, no, non può essere altro; e la cosa non è rassicurante. Noi siamo oggi fin troppo portati a non ascoltar che la scienza, in questioni che escono dal suo dominio. (p. 117)
*Nell'immenso isolamento, nell'immensa ignoranza in cui ci dibattiamo non abbiamo altro modello, altro punto di riferimento, altra guida, altro padrone che la [[natura]]; e la voce che ci consiglia a volte di allontanarci da lei, di rivoltarci contro di lei, è ancor da lei che ci viene. Cosa faremo, dove andremo, se non l'ascoltassimo? (p. 117)
*Quasi tutti ammettono, non potendo fasrefare altrimenti, che la maggior parte degli [[Istinto|istinti]] hanno origine in un atto ragionato e cosciente; ma perché si ostinano a trasformare in atti automatici tutto quel che segue a questo primo atto? Se ve n'è no, è probabilissimo che ve ne siano molti: o tutto, o nulla. (p. 134)
*Non mi arresterò di più davanti all'ipotesi del [[Henri Bergson|Bergson]]; secondo lui l'istinto non fa che continuare il lavoro attraverso il quale la vita organizza la natura. Ciò che è una verità evidente o una tautologia, giacché la vita e la natura sono in fondo due nomi di una stessa incognita: ma questa verità troppo evidente, negli sviluppi che dà l'autore di ''Materia e Memoria'' e dell' ''Evoluzione creatrice'', è spesso gradevole. (p. 134-135)
 
==Bibliografia==
*Maurice Maeterlinck, ''La vita delle tèrmiti'' (''La vie des termites''), traduzione di Enrico Piceni, BMM, 1950.
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