Differenze tra le versioni di "Guido Ceronetti"

*[[Gesù|Cristo]], sei la vera droga! Così lo invocano i drogati della Jesus Revolution (movimento californiano); non immaginano quanto sia vero e confermato da duemila anni di storia umana.
*È l'interdetto [[sacro]] che protegge la natura, non la buona educazione, non la legge civile. Se l'ulivo è sacro a un Dio, l'ulivo non sarà tagliato. Se il maiale è sacro, nessuno lo mangerà.
*È la religione, anche nelle sue forme superstiziose, anzi sopratutto grazie a queste, così piene di mistero, che preserva la vita. Il più civile dei filosofi<ref>Spinoza nell'Ethica</ref> brandisce la clava del barbaro puro quando sentenzia: ''quicquid in rerum Naturae extra homines datur, id nostrae utilitatis ratio conservare non postulat; sed pro ejus vario usu conservare destruere vel quocumque modo ad nostrum usum adaptare nos docet''.<ref>"nel mondo reale della natura esterno all'uomo qualunque cosa venga data, ciò non esige naturalmente dal nostro interesse di preservarlo; Ma la pratica di preservare le sue varie disintegrazioni o qualsiasi altro mezzo a nostra disposizione per adattarci ci insegna."</ref> [[Baruch Spinoza|Spinoza]] geometrifica l'infernale (quel che più fa supporre, alla [[Gnosticismo|gnostica]], un Elohim come maligno Ialdabaoth) principio biblico di Genesi 9, 2. Con questo nuovo abito, è il vecchio principio che trionfa ma senza più cautele e rispetti sacri. Il caput XXVI di ''Ethica'' IV rivela e insegna astrazione e insensibilità, eppure noi godiamo di un albero e di un animale come e anche più dell'uomo. L<nowiki>'</nowiki>''utilitatis ratio'' anche quando comanda di conservare, in realtà lavora per la distruzione; lo prova il fallimento degli attuali ecologi che parlano in nome di un<nowiki>'</nowiki>''utilitatis ratio'' conservatrice, completamente priva di autorità in un mondo dove domina la distruttiva, e impotente a suscitare un forte movimento contrario. Facendo quel che vuole della Natura ''extra homines'' l’uomo opera in profondo la propria distruzione. (p. 96)
*"I crimini dell'estrema civiltà", dice [[Jules Amédée Barbey d'Aurevilly|Barbey d'Aurevilly]] " sono certamente più atroci di quelli dell'estrema barbarie". Eccoli.
*La nostra povera vita di testimoni della fine. Che cosa si può fare? Endura del silenzio, suicidio, o sottomissione.
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