Differenze tra le versioni di "Corrado Augias"

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*Nella [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione del '48]], l'aggettivo "sacro" è usato solo due volte: una delle due volte è usato per dire che «la difesa della patria è sacro dovere del cittadino».<ref name="video_26giugno2019" />
*Oggi la questione è più drammatica del previsto, dato che il liberalismo statualistico privo di riferimenti consuetudinari diventa mera immagine speculare del più efferato sistema bicamerale.<ref>Da ''la Repubblica'', 15 dicembre 2010.</ref>
*{{NDR|Dopo la morte di Luca Nicolini, presidente del comitato organizzatore del Festivaletteratura}} Devo dire che nel successo del [[Festivaletteratura]] una parte importante l'ha avuta la città. Magari la medesima intuizione in una città meno pronta ad accogliere l'idea di Nicolini avrebbe avuto vita stentata. Invece si sono incontrati più elementi ed è successo un miracolo.<ref>Da intervista di Enrico Comaschi, ''«Ha dato vita a parole stampate. Un'intuizione e un miracolo»'', ''Gazzetta di Mantova'', 10 maggio 2020, p. 39.</ref>
*Privato del suo mantello teologico [[Gesù]] diventa una figura più affascinante, perché più drammatica, più fragile, una figura da amare, che si capisce molto meglio senza fede. [...] Noi ci limitiamo ad analizzare Gesù dal punto di vista storico, al pari di Alessandro Magno o Giulio Cesare, altre grandi figure che hanno cambiato il corso degli eventi: se davanti a questo la fede barcolla, povera [[fede]]. Si tratta comunque di reazioni che rivelano [[intolleranza]], come lo sono state quelle sul libro di Dan Brown, che pure dal punto di vista delle verità storica è facile da smontare, e questo non va affatto bene.<ref>Da [http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/libro-gesu/libro-gesu/libro-gesu.html ''I gesuiti contro il libro di Augias: "Attacco frontale alla fede cristiana"''], ''Repubblica.it'', 30 novembre 2006.</ref>
*Scrive molto, [[Giordano Bruno|Bruno]]. Ovunque si trovi nel suo eterno peregrinare entra ed esce dalle Università iscrivendosi a volte come allievo, altre come docente, e ovunque si segnala per la vivacità del temperamento e l'ingegno brillante. Né scrive solo di filosofia o sulla mnemotecnica. Scrive anche per il teatro, componendo Il Candelaio. Vi appare un mondo corrotto e violento del quale si ride, ma si ride con l'amarezza che qualche volta noi riserviamo alle satire politiche dei nostri tempi che ci fanno sorridere, ma ci fanno sorridere amaramente.<ref>Da ''Le fiamme e la ragione'', Promo Music, 2008.</ref>
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