Differenze tra le versioni di "Gilbert Keith Chesterton"

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*Così, teorie personali su ciò che la [[Bibbia]] dovrebbe significare, e teorie premature su ciò che il mondo dovrebbe significare, si sono scontrate in una diatriba clamorosa e ampiamente pubblicizzata, specie in epoca vittoriana; e questa goffa collisione di due forme assai impazienti di ignoranza è nota come la disputa tra [[Scienza]] e [[Religione]]. (cap. 3, p. 89)
*Non va bene dire a un ateo che è un ateo, o attribuire a chi nega l'[[immortalità]] l'infamia di negarla, o pensare che si possa costringere un avversario ad ammettere di aver torto dimostrandogli che ha torto in base ai principi di qualcun altro, e non ai suoi. [...] È questo il senso di una massima attribuita al grande san Luigi, [[re]] di [[Francia]], che le persone superficiali citano come un esempio di [[fanatismo]]; il senso è che con un infedele si deve o discutere come un vero filosofo sa fare, oppure "infilargli in corpo una spada più profondamente che si può." (cap. 3, p. 95)
*Il [[cristiano (religione)|cristiano]] [[evasione|evade]] dal mondo per rifugiarsi nell'universo, il buddhista vuole evadere dall'universo ancora più che dal mondo. Uno vorrebbe annientarsi, l'altro vorrebbe tornare alla sua creazione: al suo Creatore. [...] C'è ben poco al mondo che si possa confrontare con queste due alternative quanto a completezza. E chi non si sentirà di scalare la montagna di Cristo, precipiterà fatalmente nel baratro di Buddha. (cap. 4, p. 116)
*Il paradosso è diventato ormai ortodossia; gli uomini sguazzano placidamente nel paradosso come nel luogo comune. Non è il fatto che l'uomo pratico stia a testa in giù, il che alle volte può essere una stimolante per quanto sconcertante ginnastica; è che a testa in giù ci sta a meraviglia: ci dorme, perfino. (cap. 6, p. 147)
*La filosofia di san Tommaso si basa sulla convinzione condivisa da tutti che le uova sono uova.[...] Il tomista vede le cose nella loro concretezza insieme al resto degli uomini e ha la consapevolezza comune che le uova non sono galline, sogni o pure e semplici supposizioni, ma cose verificate dall'autorità dei sensi, il che significa sa Dio. (cap. 6, p. 150)