Differenze tra le versioni di "Francesco Guccini"

finito Guccini
(concluso metropolis)
(finito Guccini)
*''Città assurda, città strana di questo imperatore sposo di puttana, | di plebi smisurate, labirinti ed empietà, | di barbari che forse sanno già la verità, | di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere...'' (da ''[[Bisanzio]]'', lato A, n. 1)
*''[[Bisanzio]] è forse solo un simbolo insondabile, | segreto e ambiguo come questa vita, | Bisanzio è un mito che non mi è consueto, | Bisanzio è un sogno che si fa incompleto, | Bisanzio forse non è mai esistita''. (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1)
*''[[Venezia]] che muore, Venezia appoggiata sul mare, | la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio>Testo di [[Gian Piero Alloisio]] e Francesco Guccini.</ref>, lato A, n. 2)
*''Stefania era bella, Stefania non stava mai male, | è morta di parto gridando in un letto sudato d'un grande ospedale; | aveva vent'anni, un marito, e l'anello nel dito''. (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2)
*''Venezia è un albergo, San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria, | la [[gondola]] costa, la gondola è solo un bel giro di giostra.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2)
*''Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare, | però non ti puoi risvegliare con l'acqua alla gola, e un dolore a livello del mare.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2)
*''Stefania affondando, Stefania ha lasciato qualcosa: | Novella Duemila e una rosa sul suo comodino, Stefania ha lasciato un bambino''. (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2)
*''Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità: | del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2)
*''Quante volte per altri è vita quello che per noi è un [[minuto]].'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3)
*''La giustizia disse "bandito", ma un poeta gli avrebbe detto | che era come l'Ebreo errante, come il Batavo maledetto''. (da ''Antènor'' lato A, n. 3)
*''E non andrà il televisore, cosa faremo in queste ore? | Rumore attorno non si sente, giochiamo a immaginar la gente, | corriamo a fare gli incubi indiscreti, curiosi d'ozi e di segreti, | di quei pensieri quotidiani che a notte il sonno fa lontani | o che nel sogno sopra a un viso diventan urlo od un sorriso, | il paradiso, inferno, mani, l'odio e amore.'' (da ''Black-out'', lato B, n. 3)
*''In fondo è proprio un gran bel gioco a far l'amore tanto e non bere poco.'' (da ''Black-out'', lato B, n. 3)
*''Poveri bimbi di [[Milano]], coi vestiti comprati all'Upim, | abituati ad un cielo a buchi che vedete sempre più lontano. | Poveri bimbi di Milano, così fragili, così infelici, | che urlate rabbia senza radici con occhi tinti e con niente in mano. | Poveri bimbi di Milano, derubati anche di speranza, | che danzate la vostra danza in quello zoo metropolitano. | Poveri bimbi di Milano, con fazzoletti come giardini, | poveri indiani nella riserva, povere giacche blu questurini...'' (da ''Milano (Poveri bimbi di)''<ref name=alloisio/>, lato B, n. 4)
*''Poveri bimbi di Milano dall'orizzonte sempre coperto, | povera sete di libertà costretta a vivere nel deserto. | Poveri bimbi di Milano dalle musiche come un motore, | col più terribile dei silenzi la solitudine del rumore. | Poveri bimbi di Milano, figli di padri preoccupanti | con un esistere da nano e nella mente sogni giganti. | Poveri bimbi di Milano, numerosi come minuti, | viaggiatori di mete fisse, spettatori sempre seduti...'' (da ''Milano (Poveri bimbi di)''<ref name=alloisio/>, lato B, n. 4)
 
===''Guccini''===
'''Etichetta''': EMI, 1983.
 
*''La ragazza dietro al banco mescolava | birra chiara e Seven-Up | e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità | come i visi alle pareti di quel piccolo [[Area di servizio|autogrill]] | mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR.'' (da ''Autogrill'', n. 1)
*''Il silenzio era scalfito | solo dalle mie chimere | che tracciavo con un dito | dentro ai cerchi del bicchiere.'' (da ''Autogrill'', n. 1)
*''Non la vedi, non la tocchi oggi la [[malinconia]]? | Non lasciamo che trabocchi: | vieni, andiamo, andiamo via.'' (da ''Autogrill'', n. 1)
*''Il [[treno]], ah, un treno è sempre così banale se non è un treno della prateria | o non è un tuo "Orient Express" speciale, locomotiva di fantasia. | L'[[aeroplano|aereo]], ah, l'aereo è invece alluminio lucente, l'aereo è davvero saltare il fosso, | l'aereo è sempre "The Spirit of Saint Louis", "Barone Rosso" | e allora ti prende quella voglia di volare che ti fa gridare in un giorno sfinito, | di quando vedi un jumbo decollare e sembra che s' innalzi all'infinito.'' (da ''Argentina'', n. 2)
*''Sono da secoli o da un momento | fermo in un vuoto in cui tutto tace, | non so più dire da quanto sento | angoscia o pace''. (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4)
*''L'[[Argentina]] è solo l'espressione di un'equazione senza risultato.'' (da ''Argentina'', n. 2)
*''La notte, udite, sta per finire | ma il giorno ancora non è arrivato, | sembra che il tempo nel suo fluire | resti inchiodato. | Ma io veglio sempre, perciò insistete, | voi lo potete, ridomandate, | tornate ancora se lo volete, | non vi stancate''. (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4)
*''Nelle lunghe ore d'inattività e di ieri | che solo certa età può regalare, | [[Lemuel Gulliver|Samuele Gulliver]] tornava coi pensieri | ai tempi in cui correva per il mare | e sorridendo come sa sorridere soltanto | chi non ha più paura del domani, | parlava coi nipoti, che ascoltavano l'incanto | di spiagge e odori, di giganti e nani, | scienziati ed equipaggi e di cavalli saggi | riempiendo il cielo inglese di miraggi...'' (da ''Gulliver''<ref name=alloisio/>, n. 3)
*''Ma ora capisco il mio non capire, | che una risposta non ci sarà, | che la risposta sull'avvenire | è in una voce che chiederà: | "Shomèr ma mi-llailah, | shomèr ma mi-lell, | shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell"''.<ref>Il titolo e il ritornello della canzone si basano su un verso di [[Libro di Isaia|Isaia]] (21, 11): «Sentinella, quanto resta della notte?».</ref> (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4)
*''I [[desiderio|desideri]] sono solo nostalgia | o malinconia d'innumeri altre vite.'' (da ''Gulliver''<ref name=alloisio/>, n. 3)
*''Sono da secoli o da un momento | fermo in un vuoto in cui tutto tace, | non so più dire da quanto sento | angoscia o pace''. (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4)
*''La notte, udite, sta per finire | ma il giorno ancora non è arrivato, | sembra che il tempo nel suo fluire | resti inchiodato. | Ma io veglio sempre, perciò insistete, | voi lo potete, ridomandate, | tornate ancora se lo volete, | non vi stancate''. (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4)
*''Ma ora capisco il mio non capire, | che una risposta non ci sarà, | che la risposta sull'avvenire | è in una voce che chiederà: | "Shomèr ma mi-llailah, | shomèr ma mi-lell, | shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell"''.<ref>Il titolo e il ritornello della canzone si basano su un verso di [[Libro di Isaia|Isaia]] (21, 11): «Sentinella, quanto resta della notte?».</ref> (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4)
*''Ma se fossimo stati un'altra coppia fra le tante | avremmo trasformato tutto in quella poca gioia | o avremmo litigato per sfogare ad ogni istante l'urlare della noia?'' (da ''Inutile'', n. 5)
*''Contandoli uno a uno non son certo parecchi, | son come i denti in bocca a certi vecchi, | ma proprio perché pochi son buoni fino in fondo | e sempre pronti a masticare il mondo.'' (da ''Gli amici'', n. 6)
*''Per quello che ci basta non c'è da andar lontano | e abbiamo fisso in testa un nostro piano: || se e quando moriremo, ma la cosa è insicura, | avremo un paradiso su misura, | in tutto somigliante al solito locale, | ma il bere non si paga e non fa male.'' (da ''Gli amici'', n. 6)
 
===''Signora Bovary''===
{{Pedia|Amerigo (album)|''Amerigo''|(1978)}}
{{Pedia|Metropolis (Francesco Guccini)|''Metropolis''|(1981)}}
{{Pedia|Guccini (album)|''Guccini''|(1983)}}
{{Pedia|Parnassius Guccinii (album)|''Parnassius Guccinii''|(1993)}}
{{Pedia|Ritratti (Francesco Guccini)|''Ritratti''|(2004)}}