Differenze tra le versioni di "Utente:SunOfErat/Sandbox2"

 
*{{NDR|Sulla scena finale}} Semmai, sembra dirci Lynch, l’unico elemento che attraversa tutte le dimensioni ed ha una forza potremmo dire assoluta è la '''paura'''. Invece che con la musica, l’ultimo episodio si conclude infatti sull’'''urlo di Laura/Carrie''', raggiunta da una voce materna mostruosa proveniente dall’altrove. Se in Lynch il corpo stesso del personaggio è una casa familiare abitata dall’alterità (come dimostrano tutti i doppi che attraversano il suo cinema, fino a questa Laura/Carrie attonita e spaesata), il solo nucleo possibile di identità permanente si colloca nell’espressione fisica basilare del terrore: l’urlo della donna squarcia ancora una volta tutto e spegne le luci della casa della rappresentazione. (Lorenzo Marmo, "Tornando a casa. Desiderio spettatoriale e dispersione narrativa in Twin Peaks: The Return di David Lynch", SigMa - Rivista di Letterature comparate, Teatro e Arti dello spettacolo, n. 1, 2017, p. 556)
 
 
*In addition to a narrative complexity, notions of '''visual complexity''' should be also introduced. By visual complexity it is presumed, not just style, but the expression of a certain concept, opinion, and ideas by visual means. It is not necessarily in the
function of narrative and could even function completely out of narrative. That experience goes from visual art, above all '''video art'''. (Maja Stanković, "TV Series or Not?", AM Journal of Art and Media Studies, n. 17, ottobre 2018, p. 9)
 
*'''ELETTRICITÀ'''. L'attrazione per l'elettricità, manifesta sin da ''Eraserhead'', ritorna col progetto mai realizzato di ''Ronnie Rocket'', in cui il protagonista dovrebbe essere un uomo alto un metro che funziona a corrente alternata da 60 watt, con neon difettosi e i ronzii di lampadine. Alcuni suoi effetti paiono '''annunciare pericoli o rivelazioni imminenti''', come nel caso delle '''luci stroboscopiche''' usate costantemente in ''Twin Peaks''. L'elettricità è legata all''''inesplicabile''', ad una forza che allude al senso del tempo e della vita. (Alberto Zanetti (a cura di), David Lynch: visioni perdute, Parma, Edicta per Comune di Parma, 2000, p. 9)
 
*'''FUMO/FUOCO'''. In ''Strade perdute'' un solitario sbuffo di fumo sale per le scale di una casa buia. Il fumo è attivo, muta continuamente, crea immagini emozionanti di particolare stranezza e bellezza. I fumi pulsano in ''Eraserhead'', segnano la vita oscura e confusa di ''Elephant Man'', caratterizzano il pianeta Gedi Primo in ''Dune'', si levano alti e incolonnati dalle segherie di ''Twin Peaks'', segnano la nostra difficoltà nel decifrare la realtà. Il fuoco sembra esistere in sé, provenire dall'eternità. '''Elemento trascendentale e ambiguo è per Lynch un carico di energia''', o un soffio che pesa sul destino fino a sprofondare negli abissi. (Alberto Zanetti (a cura di), David Lynch: visioni perdute, Parma, Edicta per Comune di Parma, 2000, p. 9)
 
==Cinema e tv, autorialità==
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