Selene

dea greca della luna

Selene, divinità della religione greca.

Citazioni su SeleneModifica

  • Muse dal dolce eloquio, di Giove figliuole, maestre | degl'inni. Luna bella cantate dall'ali veloci. | Da lei scende celeste bagliore ad avvolger la terra, | dal suo capo immortale, dai fulgidi raggi, s'effonde | somma bellezza: un'aura rifulge che manda bagliori | dalla corona d'oro, si spargono raggi per l'aria, | quando dai gorghi del mare, lavate le fulgide membra, | cinte le vesti, Selène, che lungi lo sguardo sospinge, | i suoi puledri aggioga dall'erta cervice, raggianti, | nel vespro, a mezzo mese, che pieno rifulge il suo disco; | e mentre ella s'accresce, s'effondono fulgidi raggi | dal firmamento; ed è pei mortali segnale e presagio. | A lei s'uní, nel letto d'amore, una volta, il Croníde, | ed essa incinse, e diede a luce Pandía, la fanciulla | che tanto ha, fra i Beati del cielo, vezzoso l'aspetto. || Salve, o Signora, o Dea dal candido braccio, o Selene. | Diva dai riccioli belli, | benigna. Da te cominciando, | dei Seminumi dirò le gesta, cui sogliono i vati, | ministri delle Muse, cantar con le amabili voci. (Omero)

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