Rodolfo Benini

statistico e demografo italiano

Rodolfo Benini (1862 – 1956), statistico e demografo italiano.

Citazioni di Rodolfo BeniniModifica

Se mai, per tutte le vie conosciute ai cultori della statistica storica, verrà fatto di ricostituire il numero probabile degli abitanti dei principali paesi a varie date dalla scoperta dell'America in poi, si confermerà la comune opinione che il secolo XIX sia stato, fra gli ultimi quattro, di gran lunga il più favorevole allo sviluppo demografico delle popolazioni europee. Esso le ha più che raddoppiate; ed evidentemente non si potrebbe, andando a ritroso, mantenere la ragion della progressione senza scendere a risultati del tutto inverosimili. Nessuno vorrà ammettere, infatti, che al principio del 1500 l'Europa contasse solo 25 milioni di uomini, che per quattro secolari raddoppiamenti sarebbero diventati i 400 milioni di dieci anni fa e i 445 milioni di oggi. Convien quindi ritenere – e un principio di prova lo si ha in indagini statistiche parziali – che, nell'insieme, il movimento demografico tra il Cinquecento e l'Ottocento sia stato lentissimo. Della qual cosa le cagioni non si trovano né in una deficiente fecondità delle famiglie di allora (fecondità che sarebbe anzi da presumere maggiore dell'attuale, cioè più esente da freni), né in una vasta emigrazione d'oltremare (l'emigrazione in masse veramente grandi essendo fenomeno caratteristico degli ultimi cinquanta o sessant'anni), ma nell'alta mortalità ordinaria, massime dei bambini, e in quella straordinaria, comune a tutte o speciali età, per epidemie, carestie, guerre, persecuzioni religiose ecc.[1]

Incipit di alcune opereModifica

Principii di DemografiaModifica

La Demografia, che può definirsi in breve la scienza quantitativa della popolazione, sottomette ad analisi numerica gli aggregati sociali, considerandoli da un punto di vista naturale-meccanico nelle loro mutevoli condizioni di quantità e continuità, di qualità e di coesione.
Questo punto di vista naturale-meccanico non è da noi scelto intenzionalmente in opposizione al concetto del libero arbitrio dell'uomo e nemmeno deve ritenersi incompatibile colla fede in un ordine provvidenziale, siccome lo concepiva il Süssmilch nell'opera che inaugurò la demografia scientifica.[2] Le questioni sollevate in proposito trascendono la competenza propria della nostra disciplina e spettano alla filosofia; tuttavia si può affermare che deterministi e materialisti non hanno trovato l'argomento decisivo a loro favore nella tanto ammirata regolarità dei fenomeni sociali.

Principii di Statistica metodologicaModifica

Col nome di «Statistica» intendiamo una forma di osservazione e di induzione appropriata allo studio quantitativo dei fenomeni, che si presentano come pluralità o masse di casi, suscettive di variare senza regola assegnabile a tutto rigore.
Tali fenomeni diconsi collettivi. Se ne incontrano in ogni campo dello scibile: in Demografia come in Zoologia e Botanica, in Meteorologia come nelle scienze mediche, in Fisica come in Economia politica. Perfino nelle analisi della lingua e dello stile degli scrittori abbiamo applicazioni, sia pure rudimentali, dei metodi statistici.

NoteModifica

  1. Da La demografia italiana nell'ultimo cinquantennio, cap. I, p. 1, in Cinquanta anni di storia italiana, vol. I, III, Ulrico Hoepli, Milano, 1911.
  2. J. P. Süssmilch, Die göttliche Ordnung in den Veränderungen des menschlichen Geschlechts, aus der Geburt, dem Tode und der Fortpflanzung desselben erwiesen, Berlin, 1741. [N.d.A.]

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica