Ribellione dei Boxer

ribellione scatenatasi in Cina contro l'influenza colonialista straniera (1899-1901)

Citazioni sulla ribellione dei Boxer, chiamata anche rivolta o guerra dei Boxer.

  • Cotesto avvilimento, a cui la Cina fu costretta dalla minacciosa avidità delle potenze, sollevò un vivo malcontento, una sorda irritazione contro gli stranieri, profanatori del suolo e della dignità del Celeste impero. Una potente società segreta, detta dei boxer, non tardò, col favor dei mandarini, a sollevarsi contro i profanatori. Sotto la guida del principe Tuan, tartaro, ignorante e crudele, incominciò a perseguitare a morte i missionari cristiani, a devastare le sedi delle missioni, a trucidare gli indigeni convertiti alla croce, e a spargere dovunque il terrore. (Italo Raulich)
Boxer prigionieri delle truppe statunitensi
  • I «boxers» non davano allora nessun pensiero. Essi erano dei fanatici che s'imponevano di usare soltanto delle armi bianche, e le usavano nel modo migliore per farsi ammazzare. Immaginate degli uomini vestiti di giallo e di rosso – i colori sacri e invulnerabili – che si avanzano lentamente agitando le armi, che ad ogni venti passi si fermano, s'inginocchiano, battono la fronte in terra pregando con fervore, per tornare poi a marciare dimenandosi freneticamente come ossessi, o come malati dal ballo di San Vito. Di fronte a questi uomini immaginate dieci o venti persone armate di fucili a ripetizione, e ditemi se è possibile il caso che uno dei «boxers», uno solo, possa arrivare a darci una sciabolata. (Luigi Barzini (1874-1947))
  • Si sa che la spiegazione del fanatismo dei «boxers» è data in gran parte dal fatto che essi credono di essere invulnerabili, servendo la «causa santa». Poi le loro idee si sono modificate, ma anche ora essi credono fermamente che un «boxers» se, ferito al petto cade morto, risorge o in quarantotto ore, in due settimane o in sei settimane. (Luigi Barzini (1874-1947))

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