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Piero Treves (1911 – 1992), storico, critico letterario, giornalista e antifascista italiano.

  • Gli [A Iperide][1] parve bello consacrare l'opera educatrice ed incivilitrice della democrazia ateniese, ormai declinante dinanzi ad un regime di ottimati protetti dalle sarisse nemiche, con la proclamazione in extremis di una universale libertà, dell'uguaglianza di tutti davanti al pericolo, alla patria e alla morte. (da Demostene e la libertà greca, Bari, 1933, pp. 31-32)
  • Iperide[1], quest'avvocato abile, questo parlatore elegante, questo politico molto mediocre, vissuto fuor della tradizione civile ateniese e punto pensoso di problemi sociali, non pare l'uomo spiritualmente più incline a drizzarsi d'un tratto banditore d'una campagna antischiavistica. (da Demostene e la libertà greca, Bari, 1933, p. 31)

NoteModifica

  1. a b Nel 338 a.C. Iperide propose un decreto che liberava gli schiavi i quali, dopo la battaglia di Cheronea, si fossero arruolati nell'esercito ateniese (Piero Treves, Demostene e la libertà greca, pp. 30-32).

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