Pier Giacomo Castiglioni

architetto e designer italiano (1913-1968)

Pier Giacomo Castiglioni (1913 – 1968), architetto e designer italiano.

Pier Giacomo Castiglioni

Citazioni di Pier Giacomo

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  • [La Sedia Lierna] È una sedia appositamente pensata come sedile da accostare al tavolo per il pranzo. Pertanto è risultata con uno schienale piuttosto alto che fa scudo alle spalle del commensale, stretto per facilitare i movimenti di chi serve il pranzo e che ben si addice alla posizione composta delle persone sedute.[1]

Citazioni su Pier Giacomo

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  • Con loro [Achille, Pier Giacomo e Livio Castiglioni] si è chiusa una grande stagione del Design Italiano. (Massimo Vignelli)
  • In realtà i fratelli Castiglioni erano una sola persona. La simbiosi di pensiero, la capacità creativa, l’ispirazione e l’esecuzione erano parte integrante del loro essere. Parlare con uno di loro o con tutti e tre di loro era lo stesso, erano completamente intercambiabili, stessa voce, stesso accento, stesso ghigno, stessa risata, stessi gesti. Erano i Castiglioni, come il loro lavoro, frutto indivisibile di una stessa ricerca, di una stessa passione, di una grande abilità a trasformare il mondo che ci sta intorno in un nuovo memorabile gesto. (Massimo Vignelli)
  • La loro strada era già segnata e continuerò a raffinarsi sempre di più influenzando definitivamente il corso del Design in generale e quello Italiano in particolare. Erano sempre loro che per primi ponevano in discussone le basi del pensiero moderno, sviluppandolo al di là dei soliti formalismi. Il loro metodo era la ricerca della specificità e la ri-invenzione dell’uso. (Massimo Vignelli)
  • La nostra amicizia è rimasta viva per sempre e ogni volta che tornavo a Milano ci si incontrava e lo stesso era ogni volta che venivano a New York. Forse è vero, i media parlano più spesso di Achille che non di Pier Giacomo Castiglioni … [che però] era quello che dava autorevolezza alle idee se mai è esistito uno spazio di tempo tra le idee dei due fratelli. (Massimo Vignelli)
  • Pier Giacomo e Achille dialogavano le loro creazioni, in un misto tra entusiasmo e modestia, senza pretese in un gioco continuo … Mi affascinava la loro attenzione verso gli oggetti umili, popolari, le sedie pieghevoli, l’oggetto trovato, il collezionismo dell’oggetto spontaneo e dei giocattoli da mercatino ... Improvvisamente i miei occhi si aprivano verso un mondo che mi era sempre stato intorno ma inosservato. Così nascevano il sedile da trattore, la sella di bicicletta, su una base semisferica, la forchetta coltello, e tanti altri design, trasformazioni di oggetti presi in prestito da altre provenienze. Quasi un Dadaismo del Design. (Massimo Vignelli)
  • Sia Pier Giacomo che Achille ogni volta trovavano una nuova dimensione del problema da cui nascevano nuove soluzioni. Basti pensare alle mostre in Triennale negli anni ’50 o allo Splugen Brau Ristorante negli anni ’60 dove i commensali diventavano parte di uno spettacolo articolato su diversi livelli. Mai visto prima. Per loro non era una soluzione logica, naturale. Niente arroganza creativa, niente “guarda come sono bravo” niente di tutto questo, solo il loro sorriso, il loro ghigno particolare, la proiezione del loro sense of humor. (Massimo Vignelli)
  1. Citato in Lierna, fondazioneachillecastiglioni.it

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