Paolo Gorini

matematico e scienziato italiano
La statua di Paolo Gorini a Lodi.

Paolo Gorini (1813 – 1881), matematico e scienziato italiano.

Citazioni di Paolo GoriniModifica

  • Se l'acqua si vendesse a bottiglie come parrebbe buona![1]

Citazioni su Paolo GoriniModifica

  • Così, Rovani, artista-scienziato, si appresta a Gorini, scienziato-artista; Rovani, dall'ingegno settèsemplice, rossiniano, che, dopo di averci, con uno stile veramente umòristico, narrato cento degli ultimi anni della vita del mondo – torna a crearsi – e con un periodare togato, dissolvendo la Roma convenzionale delle platee e dei panchi che spiega capponi non àquile, soffia potente in una Roma vera, messa già nell'antiquaria pazienza, completa forse, ma rimasta cadàvere; Gorini, altìssimo genio, che sa forzar la materia a narrar le antiche vicende e a predir le venture, e che nel sublime racconto ritrova i fili d'insospettate scoperte, nè, pago di èsser profeta di splèndidi veri, splendidamente – nuovo Galileo – li annuncia. (Carlo Dossi)
  • Preparazione della salma di Mazzini (dal racconto di Gorini). Gorini è chiamato a Pisa da un telegramma di Bertani. Trova una folla di Mazziniani, mezzi matti, ciascuno dei quali dà ordini e disordini, gridando «si faccia questo, si faccia quest'altro, non si badi a spesa» e inviando poi, beninteso, i conti a pagare ai tre 3 o 4 ricchi di loro. Lemmi ci spese di più di 6000 lire – e nota che i patrioti operai gli fecero pagare 800 lire una cassa di piombo che ne valeva 200. – Si domandò a Gorini in che modo avrebbe imbalsamato Mazzini. Rispose avere due modi: uno spedito ma che conservava per pochissimo tempo il cadavere; l'altro lunghissimo, ma che lo serbava indefinitavamente. Si passò ai voti. Dei mazziniani, i Nathan volevano che si seppellisse Mazzini senz'altro. Ma prevalse Bertani. Gorini si pose dunque al lavoro. IL corpo giaceva in istato di avanzatissima putrefazione. Era verde – era una vescica zeppa di marcia. Bertani assisteva all'esperimento. Dopo una notte di tentativi, Gorini avea già perduta ogni speranza di conservarlo. Arrischiò un altro mezzo – e il verde scomparve e la marcia si coagulò. Allora si pose in cassa Mazzini per portarlo a Genova. In viaggio la cassa si ruppe e ne uscì del liquido. A Genova Gorini riprese il lavoro. In due anni, ne spera un mediocre successo –. (Carlo Dossi)

NoteModifica

  1. Citato in Carlo Dossi, Note azzurre, a cura di Dante Isella, Adelphi, Milano, 2010, p. 5. ISBN 978-88-459-2537-5

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