Paolo Fresu

compositore e trombettista italiano

Paolo Fresu (1961 – vivente), flicornista e trombettista italiano.

  • Ciò che ha lasciato Cage come artista è una linea sonora che attraversa il tempo tagliando lo spazio in due, in quattro, in multipli da ricomporre nelle galassie e nei buchi neri che sono bui come la notte e luminosi come una cometa. Cage è stato una meteora. Un Big Bang che ha stravolto il contemporaneo non ancora ricomposto.[1]
  • L’idea che la cultura non sia un lavoro e che noi non abbiamo un ruolo importante nella società è da scardinare, bisogna rimettere al centro della società la cultura, non è vero che coloro che lavorano nel mondo dello spettacolo sono solo ricchi e famosi, quella è solo una piccolissima percentuale. [2]
  • Quando molti mi scrivono di essersi svegliati con il malumore, ma di essersi poi rallegrati dopo aver sentito una certa musica, mi commuovo. L’idea che tu, con le tue povere note, possa cambiare lo stato d’animo di una persona, è una cosa straordinaria. Ti fa sentire parte di questo mondo, ti rendi conto di quanto la tua scelta di vita sia importantissima. Ed è uno scambio: nel momento in cui qualcuno ti dice che hai reso la sua giornata più luminosa, si illumina anche la tua. [2]
  • La passione è amare molto quello che fai e io l’ho sempre amato, ho ogni giorno una passione che mi alimenta, la musica è il volano delle scoperte, attraverso questa puoi scoprire il mondo, ampliarlo, renderlo più grande o rimpicciolirlo e mi sento molto fortunato. La passione è prima di tutto credere fortemente in quello che fai.[2]
Paolo Fresu nel 2010

Da Paolo Fresu. Fare comunità nel segno del jazz

Intervista di Maurizio Torretti, Altraeconomia.it, 31 ottobre 2016

  • Il jazz è libertà espressiva, improvvisazione, sperimentazione, ricerca. Forse la musica più sfuggente del Novecento e quella che si schiude a tutte le contaminazioni.
  • Mi è sempre piaciuto scrivere. Ho iniziato con brevi testi, poesie, prefazioni per libri e cataloghi, articoli e liner notes per i cd degli amici. Credo che scrivere sia una prerogativa dei sardi che si raccontano ancora con la poesia improvvisata e con le quartine in limba. Qualche anno fa ho iniziato ad annotare pensieri ed esperienze personali. Proprio in quel periodo la Feltrinelli mi chiese di scrivere qualcosa e così ho cominciato a lavorare sui miei appunti che poi sono diventati "Musica dentro". È stata una bizzarra e felice concomitanza che mi ha permesso di raccontarmi.
  • La musica è uno straordinario veicolo per crescere e contribuire alla costruzione di un mondo migliore. Ambiente, sostenibilità e coscienza politica sono alcune delle cose in cui credo profondamente e come musicista mi impegno affinché la musica diventi un tramite per mettere in atto delle buone pratiche.

NoteModifica

  1. Citato nell'interno della rivista diaforia n. 8, 10 aprile 2012
  2. a b c Paolo Fresu, dalla ripartenza alle emozioni che non puoi raccontare, SkyTG24, 24 maggio 2020

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