Paolo Fox

astrologo, personaggio televisivo e pubblicista italiano

Paolo Fox (1961 – vivente), astrologo e personaggio televisivo italiano.

Intervista di Candida Morvillo, corriere.it, 29 novembre 2023.

  • [«Lei è mai stato tradito dall'oroscopo?»] Mai. L'unica volta che non gli ho dato retta mi diceva che era un periodo pessimo per gli acquisti, ma comprai lo stesso un'auto. Finì che gli altri mi venivano addosso ai semafori anche se stavo fermo: l'ho dovuta rivendere. E cerco di non farmi condizionare sull'amore e, infatti, ho preso delle fregature. Però, nelle mie previsioni, non dirò mai di fare o no qualcosa: l'astrologia indica una linea, ma è la persona che deve scegliere come agire.
  • Mamma s'è andata d'infarto dall'oggi al domani. È stato abbastanza tremendo. La sera, stavamo tutti bene, la mattina, ho sentito che aveva difficoltà a respirare, l'ho stretta a me, ho visto il suo sguardo cambiare e mi è morta fra le braccia. Quando c'è un trapasso, te ne accorgi dagli occhi della persona. Quel momento mi segnato e un po' rafforzato: negli anni successivi, quando ho perso una persona cara o un animale, il dolore è stato immenso, però sapevo che era una prova che potevo superare.
  • [«Come entra l'astrologia nella sua vita?»] Per caso, a 15 anni, pensando che fossero tutte balle. Ai tempi, non c'erano i social né tante distrazioni, c'era ancora tempo per avere delle curiosità e io, al liceo, mi misi a leggere i profili dei segni zodiacali dei compagni di classe per vedere se corrispondevano al loro carattere. Nel marzo '77, a 16 anni, feci il mio primo programma a TeleJolly. Era una di quelle tv private appena nate che non sapevano cosa mandare in onda e che davano Stallio e Ollio da mattina a sera. Telefonai e chiesi se serviva un programma di astrologia. Mi presero subito. Trasmettevamo stando su una montagna proprio sotto l'antenna. Andavamo in onda da una baita senza riscaldamento, con le sciarpe e la condensa che usciva dalla bocca. [...] mi mandarono via solo quando arrivarono astrologi e cartomanti che pagavano gli spazi e mettevano in sovraimpressione il loro numero di telefono per prendere clienti. [«E lei non si attrezzò per prendere clienti?»] Non ho mai voluto fare questo mestiere per soldi e, a oggi, non ho mai avuto un cliente privato. Anche per questo non sto sui social: non essere contattabile è una garanzia di credibilità.
  • [«Quando ha cominciato a vivere di questo?»] Avevo vinto un concorso nell'amministrazione pubblica, avevo il classico posto fisso. Ma non ero fatto per quella vita: arrivavo in ritardo, non avevo il piacere di fare le cose, mi sembrava di rubare lo stipendio. Avevo bisogno di un'attività creativa. Intanto, avevo cominciato a fare oroscopi gratis per le radio e inventai un linguaggio nuovo: diretto, chiaro, che poi ha fatto scuola. Per intenderci, ricordo un seminario in cui un collega cominciò a rispondere alla domanda di una signora partendo dalla filosofia del chakra. Lei lo interruppe e disse: sì, ma mio marito torna? Insomma, appena cominciai a essere pagato per gli oroscopi, mi licenziai.
  • Il 70 per cento della mia vita è oroscopo, il 20 rapporti sociali, il 10 è per mangiare, lavarmi, vestirmi. Ogni giorno devo studiare 12 segni e scrivere in modo diverso per radio, tv e giornali: non puoi rivolgerti allo stesso modo alla casalinga o a chi lavora. Insomma, mi parte tutta la giornata [...]. Fra giugno e agosto, con la stagione tv ferma, mi prendo quelle quattro ore per scrivere il libro dell'oroscopo dell'anno successivo. Anche in ferie, non stacco mai. Probabilmente, se dovessi prendermi un mese libero, mi esaurirei.
  • [«Mi spiega come farebbe un pianeta a influire sulla nostra vita?»] Non lo so, nessuno lo sa. Spero che un giorno lo scopriremo. Posso solo dire che funziona e che chi si accosta all'astrologia se ne accorge. Una volta, mi fecero l'anestesia per fare una gastroscopia e quando mi risvegliai, stavo facendo l'oroscopo a tutti i presenti. Ero arrivato al Leone e scoprii che avevo detto gli oroscopi veri: se non credessi a quello che faccio, sotto anestesia, avrei risposto a vanvera.

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