Anton Gill

scrittore britannico
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Anton Gill, anche noto con lo pseudonimo di Oliver Bowden (1948 – vivente), scrittore britannico.

Incipit di alcune opereModifica

Assassin's Creed: RinascimentoModifica

Alte sulle torri di Palazzo Vecchio e del Bargello brillavano e guizzavano le torce e poco distante a nord, nella piazza della cattedrale, luccicavano alcune lanterne. Altre illuminavano le banchine lungo le rive dell'Arno dove, nel buio, si scorgevano, a tarda ora per una città in cui la maggior parte degli abitanti si chiudeva in casa all'arrivo della sera, dei marinai e degli stivatori. Alcuni marinai, ancora impegnati con le navi e le barche, si sbrigavano con le ultime riparazioni al sartiame e avvolgevano ordinatamente le funi sul ponte scuro e lavato, mentre gli stivatori si affrettavano a portare il carico al sicuro nei vicini magazzini.

Assassin's Creed: La crociata segretaModifica

Il maestoso vascello cigolava e scricchiolava; le sue vele s'increspavano, gonfiate dal vento. A giorni dalla terraferma, fendeva l'oceano verso la grande città a occidente trasportando il suo carico prezioso: un uomo... un uomo che l'equipaggio conosceva solo come il Maestro.

Assassin's Creed: RevelationsModifica

Un'aquila si alzò in volo nel cielo senza nuvole.
Il viaggiatore, sporco e stremato dal cammino, si issò su un muretto e rimase per un attimo immobile, scrutando con grande attenzione il paesaggio. Le montagne dalle cime innevate cingevano la fortezza che si slanciava verso l'alto, proteggendola. La cupola del torrione rifletteva quella, più bassa, della prigione adiacente. Rocce simili ad artigli sporgevano alle basi delle grigie e ripide mura. Non era la prima volta che la vedeva, l'aveva scorta il giorno precedente, al crepuscolo, da un promontorio su cui si era arrampicato, un miglio a ovest. Costruita come per stregoneria in questa zona impossibile, una cosa sola con le rocce e le rupi.

Assassin's Creed: UnderworldModifica

L'Assassino Ethan Frye era appoggiato a una cassa nelle ombre del mercato di Covent Garden, quasi nascosto dai carri dei mercanti. Era a braccia conserte, con la testa coperta dall'ampio e morbido cappuccio della tunica, e si sosteneva il mento con una mano. Mentre il pomeriggio scivolava nella sera sedeva immobile e in silenzio. Vigile. E in attesa.

BibliografiaModifica

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OpereModifica