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Olga Ceretti Borsini (–), scrittrice, saggista e traduttrice italiana.

Indice

Soltanto scherno per l'amoreModifica

IncipitModifica

«Sono felice che conosciate il vostro dovere, poiché da venti anni circa è norma nota e stabilita in Inghilterra che i primi approcci onde vengan costantemente fatti dalle dame che aspirano a conoscermi; e quanto più alto era il loro rango, tanto più grandi sono sempre stati tali approcci».
Che si deve pensare quando un uomo, sia pure di immenso genio osa scrivere a una signora parole del genere? Soprattutto, come va giudicato quest'uomo – anche se si chiama Jonathan Swift – sapendo che adopera un simile tono sull'inizio del secolo XVIII, quando le distanze sociali hanno ancora un'importanza enorme anche in Inghilterra? Ricordando che la lettera dalla quale è tolto questo brano è indirizzata a Caterina di Queensberry, moglie di Chief Justice, duchessa, ricchissima, celebre non solo per l'eccentricità, ma per la grazia, lo spirito, la cultura?

CitazioniModifica

  • Cambiar nome all'essere che si ama, o che si presume di amare, è già un'inavvertita ammissione di scontentezza.
  • La posizione di un uomo conteso fra due donne è sempre difficile, spesso addirittura penosa e ridicola: Jonathan Swift trova il modo di esasperarla sino al dramma.
  • Amato, non amante: ecco quale sarebbe stato il degno epitaffio per la tomba nella cattedrale di Dublino dove, sul finire dell'ottobre 1745, Jonathan Swift venne sepolto accanto a Stella.
  • Aveva dettato per la propria epigrafe le seguenti parole:
    Qui giace il corpo di Johnathan Swift,
    ove l'ira e il risentimento
    più non possono divorare il cuore
    .

[Olga Ceretti, Soltanto scherno per l'amore, Historia, luglio 1968 n. 128]

La Dama BrunaModifica

IncipitModifica

A chi e a che cosa pensava Guglielmo Shakespeare, quali ricordi amari rimuginava quando, la penna stillante tossico, scriveva il verso celebre in cui parla del ritorno di un uomo ad una buia casa, ad una moglie odiata? Alcuni studiosi sono inclini a ritenere che fosse proprio la donna rimasta a Stratford-on-Avon a ispirargli la malinconica immagine.

CitazioniModifica

  • Oltre tre secoli e mezzo sono stati impiegati da studiosi e ricercatori nella affannosa caccia a questa incognita femminile [La Dama Bruna], della cui presenza nella vita di Shakespeare si è ben sicuri, senza per questo arrivar mai a concretarla in un personaggio tangibile di carne e di ossa, vestito di panni veri, fornito di un nome comprovato storicamente.
  • Odio-amore, ecco quello che troviamo nei sonetti dove si parla di lei [La Dama Bruna]: un sentimento ambivalente, tale da formar la gioia dei seguaci di Sigmund Freud. E vi troviamo anche una certa qual difesa delle attrattive brune contro quell'aureo biondo che costituisce l'ideale dell'epoca. I negri americani, quando gridano «Black is beautiful», ricordano forse di aver avuto un così insigne precedessore?
  • A poco a poco, Lucy Negro (forse questo era un soprannome) precipitò, più che discese, lungo tutti i gradini della scala sociale alla cui sommità si era trovata per qualche tempo, divenendo prostituta dapprima, poi tenutaria di una casa di piacere.
  • La fine della storia è edificante: dopo tanto peccare, Lucy Negro, alias Lucy Morgan, ovvero «Old Lucille», si convertì al Cattolicesimo Romano e morì pentita prima del 1610: i maligni dissero dei postumi di una malattia venerea.

[Olga Ceretti, La Dama Bruna, Historia, dicembre 1969 n. 145, Cino del Duca]

L'ospedale del dottor SchweitzerModifica

IncipitModifica

Alcuni mesi or sono, i giornali di tutto il mondo pubblicavano con scarso rilievo una notizia che in tempi diversi dai nostri – meno assillati da ogni specie di incognite, meno avvelenati dall'egoismo personale e dall'angoscia collettiva, più inclini a considerare la vita sulle basi di concetti umani e cristiani anziché utilitari – avrebbe certo suscitato sorpresa, sdegno, dolore. A Lambarené, nel Gabon, morto Albert Schweitzer, si era in procinto di chiudere il suo ospedale, a causa dell'insufficienza dei mezzi finanziari.

CitazioniModifica

  • A neppur ventisei anni, già laureato in filosofia, pubblicò il Mistero del Regno di Dio, sottolineando il contenuto escatologico del Nuovo Testamento con tale profondità da conquistarsi subito una vastissima reputazione nel campo degli studi teologici e da ottenere la sua seconda laurea, appunto, in teologia.

[Olga Borsini, L'ospedale del dottor Schweitzer, Historia, n. 125, aprile 1968, Cino del Duca]

Suzan AnthonyModifica

IncipitModifica

Dal 1868 al 1870, a New York uscì, finanziato e diretto da due donne di grande polso, un settimanale che aveva come titolo «La rivoluzione» e come motto una frase lapidaria nella sua semplicità: «La vera Repubblica: per gli uomini – i loro diritti e nulla di più. Per le donne – i loro diritti e nulla di meno

CitazioniModifica

  • Dicono i trattati di astrologia che la creatura umana nata sotto il segno dell'Acquario è portata agli studi sociologici, aspira al rinnovarsi delle condizioni politiche ed economiche delle classi meno favorite, è disposta a pagare di persona per il trionfo delle proprie idee. Senza dubbio in Suzan Anthony queste antiche credenze trovano vasta e calda conferma.
  • Suzan detestava lo sfruttamento del proletariato, così come odiava l'asservimento della personalità umana ad un'etica materialistica che menomava l'individuo nell'intelletto e nel carattere.

[Olga Ceretti, Suzan Anthony, Historia, luglio 1978, n. 245, Cino del Duca]