Nikolaj Popel

generale sovietico e commissario politico dell'Armata Rossa

Nikolaj Kirillovich Popel (1901 – 1980), generale sovietico e commissario politico dell'Armata Rossa.

Citazioni di Nikolaj PopelModifica

  • [Il primo giorno dell'operazione Barbarossa] [...] il capo di stato maggiore dell'armata Varennikov [...] telefonò alle 4.30 dicendo che l'artiglieria tedesca aveva aperto il fuoco lungo tutto il confine, che Przemysl era sotto il tiro da breve distanza e che in alcuni punti il nemico stava attraversando il confine. Tuttavia ci mise in guardia: «Non cedete alle provocazioni, non tirate sugli aerei tedeschi – aspettate ordini».
    Proprio in quel momento ci giunse alle orecchie il cupo e assordante rumore dei motori. Uscimmo tutti in strada. Era già giorno. Un pensiero mi attraversò la mente: «22 giugno, il giorno più lungo». Il sole stava sorgendo e incontro ad esso volavano a pieno carico, i bombardieri di Hitler. Volteggiarono sulla città e poi si abbassarono. Le croci sulle ali – che avevamo imparato a riconoscere dagli schizzi dei manuali di identificazione – erano visibili a occhio nudo. E così pure i punti neri che si staccavano dagli aerei. Bombardavano con precisione: la stazione ferroviaria, le strade d'accesso, la raffineria, i nostri baraccamenti (il servizio segreto tedesco non sapeva che erano stati abbandonati alcuni giorni prima). Dopo aver sganciato le bombe, volteggiarono lentamente sulla città. Perché avrebbero dovuto affrettarsi? Non c'era neppure uno dei nostri caccia: i cannoni della contraerea non avevano sparato un solo colpo.[1]

NoteModifica

  1. Da Operazione «Barbarossa». L'attacco, in Storia della seconda guerra mondiale, diretta da sir Basil Liddell Hart e Barrie Pitt, edizione italiana Rizzoli-Purnell, diretta da Angelo Solmi, Rizzoli editore, Milano, 1967, vol. II, p. 259.

Altri progettiModifica