Massimo il Confessore

santo e teologo

Massimo il Confessore (580 – 662), monaco e teologo bizantino.

Massimo il Confessore

Capitoli sulla caritàModifica

  • Chi ama Dio, ama totalmente anche il prossimo, e chi ha una tale disposizione non si affanna ad accumulare denaro, tutto per sé, ma pensa anche a coloro che ne hanno bisogno.
  • Chi ama Dio, antepone la conoscenza e la scienza di lui a tutte le cose create, e ricorre continuamente a lui con il desiderio e con l'amore dell'animo.
  • Chi possiede dentro di sé l'amore divino, non si stanca e non viene mai meno nel seguire il Signore Dio suo, ma sopporta con animo forte ogni sacrificio e ingiuria e offesa, non augurando affatto il male a nessuno.
  • Colui che abbandona Dio, l'Altissimo, e si lascia attirare dalle realtà create dimostra di stimare l'artefice di tutto molto meno delle cose stesse, che da lui sono fatte.
  • L'amore caritatevole non si manifesta solo nell'elargizione di denaro, ma anche, e molto di più, nell'insegnamento della divina dottrina e nel compimento delle opere di misericordia corporale.
  • La carità è la migliore disposizione dell'animo, che nulla preferisce alla conoscenza di Dio.

[AA. VV., Liturgia horarum iuxta ritum Romanum, Typis Polyglottis Vaticanis, ed. italiana, Roma, 1972]

Citazioni su Massimo il ConfessoreModifica

  • L'ultimo dei padri della Chiesa, che prima dell'incontro con Adrienne ho studiato, descritto e tradotto, è Massimo il Confessore, presso il quale tutte le correnti della patristica greca confluiscono in una sintesi, che nel contempo eleva molti punti in maniera originale. Ma di più ancora che la dottrina di questo santo mi ha impressionato la sua via personale: il fatto che ancora una volta, dopo Atanasio, un singolo uomo ha potuto difendere la chiesa ortodossa contro tutto un impero e che egli, il bizantino, si è alleato con Papa Martino I a Roma e infine ha subìto il martirio per la vera fede. In lui culmina l'unità, che caratterizza l'intera età patristica, di dottrina e di vita, anzi di sottilissima speculazione e di mistica, con un calmo martirio consapevolmente previsto. Si può leggere in lui all'interno della Catholica ciò che ha inteso Kierkegaard con il suo concetto del singolo. (Hans Urs von Balthasar)

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