Marta Abba

attrice italiana

Marta Abba, (1900 – 1988), attrice italiana.

Marta Abba nel 1936

Citazioni di Marta AbbaModifica

  • Io vivo soltanto di teatro e per il teatro: il resto non mi interessa se non quando può darmi un mezzo di più per esprimere un lato della verità che chiarifichi e depuri la mia sensibilità di donna. Ma non rinunzio ad essere donna; anzi, cerco in tutti i modi di essere donna nel più infinito, ampio e molteplice significato che ha questa oscura parola; ma donna completa nel teatro, anche se, poi, avverrà che nella vita monca ed imperfetta sarà la mia sensitiva anima femminile.[1]
  • Ogni donna vive la vita come essa è e non come vorrebbe fosse, e la vita va dal dolore alla gioia, dal tormento alla spensieratezza. Io, attrice, debbo saper contenere i pensieri sublimi e le svagate, eleganti e raffinate invenzioni della civetteria, della sensualità e dell’astuzia. Insomma se non posso essere, per legge di natura, tutte le donne, voglio rappresentare tutte le donne. Solamente così sarò attrice e non commediante, creatura di poesia e non povera cosa di carne e di volontà.[1]

Citazioni su Marta AbbaModifica

  • Donna pratica e concreta, Marta non fu mai la diva moderna e carnale o una di quelle futuriste che già promuovevano il diritto all'orgasmo e che aveva conosciuto da ragazza. Anzi, più il Maestro [Pirandello] si rivoltava in quel suo "petrarchismo", più egli subiva ed esibiva i turbamenti del corpo frustrato, l'insubordinazione del desiderio, la fame di lei, e meno Marta gli dava retta. Più la sua passione diventava affettata e teatrale e più lei diffidava e si allontanava, più lui si disperava più lei capiva che dietro tutte quelle parole Pirandello non amava nessuno, cercava il rapporto di testa con se stesso e mai con una donna vera. (Francesco Merlo)
  • Vorrei saper la musica per esprimere, senz'essere inteso da nessuno, neppure da Te, tutto questo tumulto di vita che mi gonfia l'anima e il cuore. Nessuno lo saprà mai, cara Marta, anche se il mio cuore ne dovesse scoppiare. Basta. Quest'esilio finirà tra poco. Salutami la Mamma e Cele, e Tu abbiti tutte le più vive cordialità dal tuo Luigi Pirandello. (Luigi Pirandello)

NoteModifica

  1. a b Citato in Un'attrice allo specchio, ritacharbonnier.it, 1 novembre 1931.

Altri progettiModifica

  Portale Donne: accedi alle voci di Wikiquote che trattano di donne