Margutte

Margutte, personaggio letterario del poema Morgante di Luigi Pulci

Citazioni su MargutteModifica

  • «Strane, orride e brutte», apparvero a Morgante le «membra» di Margutte; alla bruttezza e alla stranezza delle forme s'aggiungeva la carnagione scura («in volto parea tutto fosco»). Gigante abortito o nano ingigantito (l'ipertrofismo e la miniaturizzazione corporale sono valori abituali della misura grottesca dell'umano), Margutte, essere d'origine ambigua, sembra appartenere anagraficamente a una progenie particolare che ha nel territorio del folklore la sua vera patria: la provincia non umana abitata dai nani e dai giganti, dai folletti e dai «salvatici», dai mostri e dalla multiforme e variopinta genìa delle creature «contraffatte», di varie dimensioni e fattezze, quelle che popolavano la selva medievale delle mostruosità grottesche, quelle che sciamavano nella parata carnevalesca dei mostri informi. (Piero Camporesi)

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