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Luigi Cascioli

Luigi Cascioli (1934 – 2010) militante ateo e scrittore italiano.

La favola di CristoModifica

  • Non bisogna essere dei geni per comprendere, sin dalle prime pagine, che la Bibbia non è altro che un castello di stupidaggini, di contraddizioni e di assurdità la cui costruzione è stata possibile perché messa sulle spalle di un popolo di pastori che, fra tutti gli altri, era il solo a non avere una storia documentata che avrebbe potuto impedirlo. (Capitolo I. La Bibbia, p. 4)
  • I seguaci del cristianesimo non sanno che quando recitano il Kirie eleison non fanno che ripetere quelle preghiere che i pagani rivolgevano a Ittis, Marduk, Cibele, Adone, Demetra, Mitra e a tutti gli altri nei loro Culti dei Misteri. (Capitolo VI. Culto dei misteri, p. 58)
  • Tutte le religioni non sono che l'adattamento, il rimodernamento e la trasformazione di religioni precedenti la cui storia, regredendo nel tempo, ci riporta a quell'animismo che fu la prima base delle credenze umane, animismo che a sua volta deriva dalla superstizione e dall'ignoranza che portò i primitivi a temere l'incognito. (Capitolo VI. Culto dei misteri, p. 59)
  • La teologia cristiana non è che la riproduzione esatta di quella mazdeista. (Capitolo VI. Culto dei misteri, p. 60)
  • Poiché la religione era un'istituzione di Stato e tutto era riferito agli dei per poter soggiogare le masse, che più restano ignoranti e più fanno il gioco degli imperialismi, di conseguenza gli atei e i materialisti razionalisti furono perseguitati, mentre furono esaltati i mistici e i religiosi. Il libero pensiero fu messo così a tacere per oltre ventitré secoli cioè fino a quando, nel 1700, l'Illuminismo ridava vita al materialismo ateo. Ventitré secoli di dogmi e di misteri che impedirono ogni forma di evoluzione sociale, lasciando l'umanità nell'oscurantismo di quei Culti dei Misteri che ancora oggi vengono seguiti dai seguaci delle religioni ancora in essere e soprattutto dal cristianesimo che ne è l'esatta riproduzione. (Capitolo VI. Culto dei misteri, pp. 62-63)
  • I redattori del libro dei Maccabei costruiscono i primi martiri del Partito Nazionalista Giudaico, cioè quegli eroi di cui tutti i movimenti rivoluzionari basati sulla violenza hanno bisogno per tenere viva la fede nella massa dei seguaci. Non c'è sistema migliore per inculcare un'ideologia ad un popolo che quella di metter in bocca ai martiri l'apologia della fede per la quale vengono torturati e uccisi. (Capitolo VII. Rivolta dei Maccabei, p. 69)
  • I cinque anni di teologia, senza contare gli otto che li precedono, non hanno altro scopo che quello di trasformare nei futuri sacerdoti la capacità raziocinante di cui ogni uomo è dotato in un'imbecillità acquisita al fine di mettere a tacere a loro stessi quell'ateismo che, innato in ogni individuo, sentiranno poi continuamente agitarsi nelle loro coscienze. (Capitolo VIII. Situazione demografica della Palestina durante l'occupazione romana, p. 81)

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