Luca Parmitano

militare e astronauta italiano
Luca Parmitano

Luca Parmitano (1976 – vivente), militare ed astronauta italiano.

Citazioni di Luca ParmitanoModifica

  • Dalla Sicilia ho potuto compiere il mio percorso di studi ed entrare a far parte dell'eccellenza mondiale, fino ad arrivare nello spazio grazie al fatto che l'Italia collabora con gli altri Paesi europei ed è parte dell'Unione Europea.[1]
  • Guardare il mondo dalla Cupola è indescrivibile. Si ha il senso di fragilità del pianeta Terra, con la sua atmosfera sottilissima, e dell'incredibile bellezza di questo gioiello sospeso nel velluto nero dello spazio.[2]
  • La speranza consiste nella possibilità di avere sempre qualcosa da raggiungere.[3]
  • Mai come nello spazio ti accorgi che i confini non esistono. Dall'alto l'Europa è un reticolo di luci, collegamenti, i cui confini sono solo dentro le menti delle persone.[1]
  • Questa immagine mi ha colto di sorpresa… mi sono girato, ed era lì ancora una volta. Purtroppo, mi mancano le parole. Sicilia, un'isola di luce, un faro per questo viaggiatore.[4]

Le eccellenze del Sud. Parla Luca Parmitano: "Così la nostra cultura può viaggiare nello spazio"

intervista di Roberta Gregori, ilsudonline.it, 2 settembre 2014

  • Non mando dei messaggi particolari, non è il mio ruolo, semplicemente racconto la mia storia. Sono sempre positivo perché penso di aver perso il diritto di non essere contento: ho realizzato un sogno [...].
  • A volte i giovani, ai quali adoro rivolgermi perché sono i più importanti, mi chiedono cosa raccomandi per diventare astronauta. La prima raccomandazione che faccio è che non tutti possono diventare astronauta. I sogni possono essere elevati a qualsiasi livello, partendo dal più umile arrivando a quello più grandioso e che ognuno deve realizzarsi nel proprio contributo, nel proprio sogno senza lasciarsi affascinare da un mondo piuttosto che da un altro.
  • Il più gran consiglio che do in generale partendo dai giovani, agli studenti, a chi lavora è di fare quello che si ama, ma soprattutto amare quello che si fa. A volte non abbiamo scelta, abbiamo un lavoro, un attività ai quali dobbiamo in un certo senso piegarci per motivi contingenti. In quel caso il mio consiglio non cambia: è quello di amare quello che facciamo perché amandolo ne possiamo essere orgogliosi, diventare bravi e qualsiasi sia l'attività che facciamo se siamo bravi e se possiamo farla con entusiasmo, con orgoglio e lì che diamo il nostro contributo, dal più umile al più utile e non è detto che queste due cose siano in contrasto.

NoteModifica

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