Ljubov' Dostoevskaja

scrittrice e figlia di Fëdor Dostoevskij

Ljubov’ Fëdorovna Dostoevskaja, nota anche con i soprannomi Lilija e - in particolare fuori dalla Russia - Aimée Dostoevskaja[1] (1869-1926), scrittrice russa.

Ljubov' Dostoevskaja da bambina

Citazioni di Ljubov' DostoevskajaModifica

  • Quanto più la vita solleva le donne dai loro precedenti compiti, tanto più intensamente esse sviluppano la loro mente. I popoli vivono secondo l'istinto, non secondo l'intelletto. L'istinto dello Stato gli dice che per le donne l'antico ruolo di padrona di casa è cessato e che conviene indirizzare le loro forze al servizio della società.[2]

L'EmigranteModifica

IncipitModifica

Il 15 ottobre 19..., nell'ora quarta del giorno, a Roma, nel giardino del Monte Pincio stava seduta una ragazza ormai non più giovane, Irina Mstinskaja. Tra le mani teneva un libro; era giunta al parco con l'intenzione di leggere all'aria aperta, ma come sempre le accadeva quando arrivava a Roma, non riusciva a concentrare la propria attenzione sul romanzo inglese. Il suo sguardo scivolava sull'azzurro del cielo autunnale, sugli incantevoli giovani pini e palme, sulle statue che biancheggiavano tra il verde, e di continuo ritornava alla Città Eterna, distesa davanti a lei, alle pendici del Monte Pincio.

Irina aveva viaggiato molto, visto molto, ma nessun'altra città aveva esercitato su di lei un'impressione altrettanto forte.

[Ljubov' Dostoevskaja, L'Emigrante, traduzione di Marina Mascher, Associazione Culturale Rus'.]

CitazioniModifica

  • Forse Roma è piena delle ombre degli antichi Romani, dei primi cristiani, degli artisti dell'epoca del Rinascimento e degli italiani del secolo scorso, che tanto eroicamente perirono nella lotta per unificare l'Italia. Tutte queste ombre non possono allontanarsi dalla città amata. Come un tempo, sono loro a possedere Roma, e noi, gli stranieri, cadiamo prigionieri di tali ombre, e non siamo in grado di distogliere da loro i nostri pensieri.
  • Ad Assisi, inoltre, la località era incantevole. Dalle cime dei monti su cui era disposta la cittadina con i suoi celebri monasteri, si apriva una meravigliosa vista sull'immensa pianura con le case, le chiese, i paesi, i giardini che vi erano disseminati. La orlavano in lontananza le piccole diramazioni montuose degli Appennini.

NoteModifica

  1. Ljubov´ Fedorovna Dostoevskaja. URL consultato il 7 ottobre 2020.
  2. Da Advokata, San Pietroburgo, 1913. Tradotto in italiano da Marina Mascher in Ljubov' Dostoevskaja, riflessi di vita attraverso le lettere e le opere, postfazione de L'Emigrante, Bolzano, 2019.

BibliografiaModifica

  • Ljubov' Dostoevskaja (come Aimee Dostoyewskaya), Dostoyewsky nei ricordi di sua figlia, traduzione di Maria Laetitia Lumbroso, F.lli Treves, Milano, 1922
  • Ljubov' Dostoevskaja (come Aimée Dostoevskaja), Dostoevskij nei ricordi della figlia, traduzione di Anna Carelli, Ed. Ripostes, Giffoni Valle Piana, 2011 ISBN 889693320X
  • Ljubov' Dostoevskaja, L'Emigrante. Tipi moderni, traduzione di Marina Mascher, testo russo a fronte a cura di Michail Talalay, Associazione Culturale Rus', Bolzano, 2019 ISBN 978-88-944722-0-2

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