Apri il menu principale

Incipit di alcune opereModifica

Black Moon. I peccati del vampiroModifica

L'unica cosa che riuscivo a fiutare era l'odore del sangue.
Sangue denso e rappreso.
Sangue che ricopriva il mio corpo, facendomi prudere la pelle.
Mi mossi, emettendo un debole gemito e mi girai sulla schiena.
Altre sensazioni iniziarono a emergere dalla nebbia che avvolgeva la mia mente. Il gelo delle pietre che premevano sulla mia spina dorsale. Il leggero picchiettio delle gocce d'acqua sulla pelle nuda. Il tanfo della spazzatura lasciata troppo tempo al sole. E, nell'aria, l'odore di carne cruda.

Black Moon. Il gioco del vampiroModifica

Ero in piedi nell'ombra e osservavo l'uomo morto. La notte era freddissima e la pioggia cadeva in un flusso fitto e costante. L'acqua scorreva lungo il naso del vampiro, gocciolando sulla mascella squadrata, prima di riversarsi nel rivolo del suo impermeabile giallo. La pozzanghera attorno ai suoi piedi nudi aveva raggiunto le caviglie e stava lentamente salendo lungo le gambe coperte di peli.
Come la maggior parte dei neofiti, non era altro che un po' di carne tesa sulle ossa. Ma la sua pelle aveva un riflesso rosato, a suggerire che aveva mangiato bene e spesso. Anche se gli occhi pallidi erano infossati. Spettrali.

Black Moon. L'abbraccio della notteModifica

L'unico problema di mollare tutto e andare in vacanza era riuscire veramente a mollare tutto.
Sei settimane passate a oziare nella tranquilla e lussuosa Monitor Island, senza fare nient'altro che mangiare, bere e desiderare il tipo sexy di turno, erano una vera delizia.
O, almeno, così era stato per le prime tre.
Ma ora che ne erano trascorse ben cinque, il lupo che era in me desiderava ardentemente la compagnia dei suoi simili. Per natura, i licantropi non sono creature solitarie. Solitamente vivono in branchi, esattamente come le nostre controparti animali.
E anche se il mio branco ormai era costituito solo da mio fratello gemello Rhoan, dal suo amante Liander e dal mio amante Kellen, sentivo terribilmente la loro mancanza.

Black Moon. L'alba del vampiroModifica

La notte era tranquilla.
Fin troppo tranquilla.
Sebbene fosse passata la mezzanotte, era sempre un venerdì sera, e i venerdì sera erano notti di festa, almeno per chi fra noi era ancora single e non faceva il turno di notte. Quel quartiere di Melbourne non era certo un parco giochi, ma aveva un locale notturno che andava a genio sia agli umani che ai non umani. E anche se non era un posto che frequentavo spesso, mi piaceva la musica. Amavo ballare lungo la strada che portava al locale, e lungo il tragitto per tornare a casa.

Black Moon. La tentazione del vampiroModifica

L'addestramento era una gran seccatura.
Soprattutto perché il suo scopo principale era tramutarmi in ciò che avevo giurato che non sarei mai diventata: un guardiano del Dipartimento Razze Diverse.
Diventare un guardiano era forse inevitabile e probabilmente lo avevo segretamente accettato a qualche livello del mio subconscio, ma questo non significava che la cosa mi rendesse felice.
I guardiani sono molto più che dei semplici poliziotti speciali, come crede la maggior parte degli umani. Sono giudici, giurati e giustizieri, liberi da tutte le pastoie legali che i comuni tutori dell'ordine sono costretti a sopportare. Naturalmente, le persone che si trovano davanti alla canna della pistola (metaforica) di un guardiano di solito sono psicopatici fuori controllo che meritano di morire, ma aggirarsi nella notte con l'obiettivo di porre fine alle loro esistenze di non morti era qualcosa che ancora non rientrava nell'elenco delle mie "cose da fare".

Black Moon. Un bacio prima di morireModifica

Essere buttata giù da un albero non era esattamente la cosa più divertente che mi potesse succedere.
D'accordo, in tutto il mondo milioni di uccelli subiscono ogni anno lo stesso trattamento, ma devono provare a volare solo una volta: o ci riescono o muoiono.
Io non ero un uccello, non ero fatta per morire. Non facilmente, comunque. Ero un dampiro – ero nata da un umano appena trasformato in vampiro e da un licantropo che lo aveva violentato e poi ucciso – e le mie ossa erano straordinariamente robuste.
Essere spinta giù da un albero non mi avrebbe provocato la morte come accadeva a migliaia di uccelli. Ma, accidenti, faceva male.

BibliografiaModifica

  • Keri Arthur, Black Moon. I peccati del vampiro, traduzione di Monica Ricci, Newton Compton editori, 2010. ISBN 9788854118348
  • Keri Arthur, Black Moon. Il gioco del vampiro, traduzione di Stefania Di Natale, Newton Compton editori, 2011. ISBN 9788854130708
  • Keri Arthur, Black Moon. L'abbraccio della notte, traduzione di Monica Ricci, Newton Compton editori, 2011. ISBN 9788854129801
  • Keri Arthur, Black Moon. L'alba del vampiro, traduzione di Daniela Di Falco, Newton Compton editori, 2010. ISBN 9788854116733
  • Keri Arthur, Black Moon. La tentazione del vampiro, traduzione di Milvia Faccia, Newton Compton editori, 2010. ISBN 9788854121805
  • Keri Arthur, Black Moon. Un bacio prima di morire, traduzione di Daniela Di Falco, Newton Compton editori, 2011. ISBN 9788854131262

Altri progettiModifica