Julian Barnes

scrittore britannico

Julian Barnes (1946 – vivente), scrittore britannico.

Julian Barnes, 2019

Citazioni di Julian BarnesModifica

  • [Il mito di Orfeo ed Euridice] È un esempio del rapporto che abbiamo con l'abisso. Orfeo scende nell'oltretomba per riprendersi la moglie morta. Oggi le nostre possibilità di andare in profondità sono minori di una volta: per riportare alla luce possiamo solo scendere dentro i nostri sogni. O nella memoria. Quella metafora ci ha abbandonati. Si può perdere tutto per uno sguardo come fa Orfeo? Forse il mondo esiste per questo, per essere perduto.[1]

Incipit di alcune opereModifica

Amore, dieci anni dopoModifica

Salve!
Noi ci conosciamo. Stuart. Stuart Hughes.
Altroché. Certissimo. Sarà una decina d'anni fa.
Non fa niente – succede. Non occorre fingere. Il punto è che io di te mi ricordo. I remember you. Come potrei dimenticare, giusto? Forse un po' piú di dieci anni, ora che ci penso.

Amore, ecc.Modifica

Mi chiamo Stuart, e mi ricordo di tutto. Stuart è il mio nome di battesimo. Il mio nome per intero è Stuart Hughes. Nome e cognome, al completo. Niente secondo nome. Hughes era il cognome dei miei genitori, che sono stati sposati per venticinque anni. Mi hanno chiamato Stuart.

Guardando il soleModifica

Ecco com'è andata. Era una notte calma e senza luci del giugno 1941 quando il sergente-pilota Thomas Prosser incrociava nei cieli della Francia settentrionale. Il suo Hurricane IIB si confondeva nel nero della notte.

Il pedante in cucinaModifica

Sono un cuoco tardivo. Durante la mia infanzia, la convenzionale pruderie borghese proteggeva ogni azione si svolgesse nella cabina elettorale, nel letto di due coniugi e nel confessionale. Mi era sfuggito un quarto luogo segreto – segreto, quanto meno, per i maschi – nella casa della classe media inglese: la cucina.

Il porcospinoModifica

Il vecchio era in piedi davanti alla finestra del sesto piano, alla distanza impostagli dal soldato. Fuori, un buio inconsueto ammantava la città; dentro, la poca luce della lampada da tavolo si rifletteva debolmente sulla spessa montatura metallica degli occhiali.

Il senso di una fineModifica

Ricordo, in ordine sparso:
– un lucido interno polso;
– vapore che sale da un lavello umido dove qualcuno ha gettato ridendo una padella rovente;
– fiotti di sperma che girano dentro uno scarico prima di farsi inghiottire per l'intera altezza di un edificio;
– un fiume che sfida ogni legge di natura, risalendo la corrente, rovistato onda per onda dalla luce di una decina di torce elettriche;
– un altro fiume, ampio e grigio, la cui direzione di flusso è resa ingannevole da un vento teso che ne arruffa la superficie;
– una vasca da bagno piena d'acqua ormai fredda da un pezzo, dietro una porta chiusa.
L'ultima immagine non l'ho propriamente vista, ma quel che si finisce per ricordare non sempre corrisponde a ciò di cui siamo stati testimoni.

Livelli di vitaModifica

Metti insieme due cose che insieme non sono mai state. E il mondo cambia. Sul momento è possibile che la gente non se ne accorga, ma non ha importanza. Il mondo è cambiato lo stesso.

MetrolandModifica

Nessun divieto impedisce di entrare alla National Gallery con un binocolo.
Quello specifico mercoledì pomeriggio dell'estate del 1963, Toni aveva con sé il taccuino e io il binocolo.

Prima di meModifica

La prima volta che Graham Hendrick sorprese la moglie con un altro, non ne fece una malattia. Anzi, sotto sotto ne rimase persino divertito. E neppure gli venne in mente di proteggere la figlia mettendole una mano sugli occhi.

Una storia del mondo in 10 capitoli e mezzoModifica

Installarono i behemoth nella stiva, in compagnia degli ippopotami, dei rinoceronti, degli elefanti. Fu un'ottima idea quella di utilizzarli come forza di contrappeso, ma immaginatevi la puzza. E non c'era nessuno che asportasse lo sterco.

NoteModifica

  1. Dall'intervista di Sebastiano Triulzi, Julian Barnes "Il dolore non serve a niente", repubblica.it, 4 ottobre 2013.

BibliografiaModifica

  • Julian Barnes, Amore, dieci anni dopo, traduzione di Susanna Basso, Einaudi, 2014. ISBN 9788806220303
  • Julian Barnes, Amore, ecc., traduzione di Riccardo Mainardi, Einaudi, 2013. ISBN 9788806217464
  • Julian Barnes, Guardando il sole, traduzione di Daniela Fargione, Einaudi, 2019. ISBN 9788806221799
  • Julian Barnes, Il pedante in cucina, traduzione di Daniela Fargione, Einaudi, 2020. ISBN 9788806244057
  • Julian Barnes, Il porcospino, traduzione di Daniela Fargione, Einaudi, 2017. ISBN 9788806221775
  • Julian Barnes, Il senso di una fine, traduzione di Susanna Basso, Einaudi, 2014. ISBN 9788806220808
  • Julian Barnes, Livelli di vita, traduzione di Susanna Basso, Einaudi, 2014. ISBN 9788806222871
  • Julian Barnes, Metroland, traduzione di Daniela Fargione, Einaudi, 2015. ISBN 9788806150822
  • Julian Barnes, Prima di me, traduzione di Daniela Fargione, Einaudi, 2017. ISBN 9788806221768
  • Julian Barnes, Una storia del mondo in 10 capitoli e mezzo, traduzione di Riccardo Mainardi, Einaudi.

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