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John Gideon Okello (1937 – 1971), rivoluzionario ugandese.

Citazioni di John OkelloModifica

  • Noi non vogliamo impiccare nessuno, perché con il Commonwealth il nostro paese ha buoni rapporti.[1]
  • I nostri obiettivi sono: democrazia e libertà per tutti senza distinzione di razza o di colore; dar vita a un governo efficiente e democratico; non aderire a nessun blocco; battersi per la unità africana.[1]
  • Vogliamo deporre i fucili e impugnare gli arnesi da lavoro.[2]
  • Vanno smentite come infami calunnie le voci diffuse dalla propaganda occidentale secondo le quali la nostra rivoluzione sarebbe stata compiuta da africani animati da intenti razzisti antiarabi. Noi vogliamo libertà reale e indipendenza per tutti.[2]

Citazioni su John OkelloModifica

  • Come spesso succede in Africa, conosce o finge di conoscere molti mestieri: è scalpellino, muratore, poi imbianchino. Semianalfabeta ma dotato di carisma, è un semplice di spirito che si prende per un messia. È guidato da alcune semplici idee che gli vengono in mente mentre taglia una pietra o mosa i mattoni. (Ryszard Kapuściński)
  • È cominciato tutto ieri sera quando un africano di nome Okello, reduce della Russia, ha rovesciato il millenario governo del Sultano e, autonominatosi generale rivoluzionario, ha ordinato la strage di tutta la popolazione araba di Zanzibar. (Africa addio)
  • Ha la pelle molto scura, la faccia massiccia, i tratti grossolani. Ha in testa un berretto da poliziotto: gli insorti sono entrati nei magazzini della polizia, prendendone alcuni fucili e delle uniformi. Ma il suo berretto ha una fascia di stoffa azzurra (chissà mai perché proprio azzurra). Okello sembra assente, come sotto choc, si direbbe quasi che non ci veda. La gente gli si affolla intorno, spinge, preme, tutti parlano e gesticolano in mezzo a una confusione indescrivibile che nessuno si occupa di controllare. (Ryszard Kapuściński)
  • Okello ha distribuito ottocentocinquanta fucili misteriosamente arrivati sull'isola che gli africani non sanno ancora usare. La caccia all'arabo è aperta! La propaganda ha informato le nuove generazioni che gli arabi sono una maledetta razza di negrieri che vendono gli africani ai mercanti di schiavi della costa. Naturalmente ha omesso di aggiungere che tutto questo accadeva dieci secoli fa. (Africa addio)

NoteModifica

  1. a b Citato in Espulso il console USA – Il comandante Okello precisa la politica del governo, L'Unità, 18 gennaio 1964
  2. a b Citato in L'URSS riconosce Zanzibar, L'Unità, 19 gennaio 1964

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