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Joe Lansdale

Joe Richard Harold Lansdale (1951 – vivente), scrittore statunitense.

Indice

Citazioni di Joe LansdaleModifica

  • La letteratura non deve risolvere i problemi, semmai segnalarli... Consciamente o no, uno scrittore coglie i segni e intuisce i tempi che verranno. (in una intervista al magazine XL, ottobre 2005)
  • Brett aveva anche una figlia, di nome Tillie, detta Till, che viveva a Denver. L'ultima lettera che aveva ricevuto da lei le era sembrata incoraggiante. Till diceva che il suo pappone non la picchiava più tanto, e che quasi tutte le vecchie ferite erano sparite, anche se le era rimasta una piccola cicatrice bianca sopra l'occhio destro, e nei giorni freddi zoppicava un po'. Si era comprata un cagnolino di nome Milo, ma al suo pappa non era piaciuto, e gli aveva sparato. In realtà questo non era poi dispiaciuto troppo a Till, perché si era resa conto che non aveva nessun bisogno di un cane, nel piccolo appartamento dove abitava e intratteneva i clienti. (da Bad Chili, p. 95)
  • Il Texas è uno stato mentale. (dall'introduzione a Garth Ennis e Stive Dillon, Preacher – Texas o morte)
Citazione in origine di John Steinbeck.
  • Non è che mi aspettassi che la vita fosse tutta rose e fiori, e che sarei cresciuto sudando perle e scoreggiando bocciuoli di pesca, e neanche mi aspettavo di vivere un milione di anni e di ricevere un'infinità di lettere di stelline di Hollywood dalle lunghe gambe e affamate di sesso, che non vedevano l'ora di violentare il mio corpo e di abbronzarmi l'uccello. Ma, d'altra parte, mi aspettavo qualcosa di meglio di questa roba. (da La notte del Drive-in 2, p. 4)
  • C'è pieno di gente che non è felice, ma certo non si diventa più felici a fare infelici gli altri. (da La sottile linea scura; Rosy Mae)

Intervista a Joe R. Lansdale

Intervista di Aldo Funicelli e Roberto Estavio, La Tela Nera, 15 settembre 2005


  • Sono stato poco conosciuto all'inizio perché gli editori non ruscivano a classificarmi. Gli editori preferiscono libri facilmente "etichettabili" negli scaffali delle librerie.
  • Pare che oggi sia di moda essere gay e repubblicano o nero e repubblicano.
  • Io sono un osservatore delle persone, di come parlano, di come si muovono e direi che tutto questo serve a dare spessore ai miei personaggi.
  • Ho iniziato a scrivere all'età di 9 anni e praticare le arti marziali a 12, la mia vita è sempre stata pervasa da queste discipline tanto che sono 42 anni che le insegno; direi che mi hanno insegnato ad avere fiducia in me stesso, a trovare il coraggio di fare certe cose: mi hanno dato il coraggio per scrivere certe cose, mi aiutano a scrivere quello che mi piace raccontare.

Intervista di Davide Comunello

DNews 12 maggio 2009


  • Se fossero italiani Hap e Leonard sarebbero due pugliesi, magari di qualche cittadina dell'estremo sud della regione. Ma anche loro finirebbero subito nei guai, esattamente come i "colleghi" americani.
  • Io, Hap e Leonard abbiamo trascorsi "professionali" comuni, e poi loro sono texani come me. L'unica differenza è che io non sono finito nelle loro stesse rogne.
  • Quando lavoro su un romanzo o un racconto sono un artista, quando lo finisco un uomo d'affari: viviamo di ispirazione, ma quando siamo pagati l'ispirazione viene sicuramente più spesso.

La notte del Drive-in 3. La gita per turistiModifica

IncipitModifica

Tutti loro vivevano nel grande drive-in Orbit, sotto un buco nel cielo popolato di ombre. Una volta il buco si contrasse come uno sfintere e cagò una melma scura e appiccicosa.
Che puzzava.
E si attaccava ai piedi.
Qualcuno credette che fosse commestibile, perché una volta erano piovute mandorle ricoperte di cioccolato e cose simili, ma quella poltiglia non c'entrava niente con le mandorle al cioccolato. Assolutamente niente. Quelli che la mangiarono si portarono le mani al ventre e morirono urlando.
Per un pezzo i loro corpi restarono accatastati accanto al recinto del drive-in, pronti per il trasporto. E furono trasportati, infatti, ma non lontano.

CitazioniModifica

  • Dio è solo la mente che fa gli straordinari (Anonimo). (p. 1)
  • Una volta, dopo che Jack e i suoi ebbero fatto una gran fatica per seppellire un cadavere, un enorme pterodattilo, sbattendo le ali alla velocità vertiginosa di un adolescente che si fa una sega, piombò giù, scavò e artigliò il corpo. (p. 8)
  • La pista era butterata come il viso di un adolescente, e in alcuni punti spariva completamente. (p. 34)
  • Da ragazzo avevo letto una storia buffa, e non mi ricordo il titolo né l'autore, ma ricordo una frase: «Da qualche parte, un rospo scoreggiò in modo sinistro». (p. 34)
  • La luna era molto luminosa, e rendeva l'acqua lucente come il vestito buono di un povero. (p. 44)
  • Da quello che ci aveva raccontato ero certo che non fosse cristiano, ma Cristo, ne aveva tutti i segni. Mentalità ristretta, spirito meschino, ipocrita e pronto a giudicare il prossimo. Forse era un po' troppo istruito, ma su tutti gli altri fronti era un fondamentalista perfetto, anche se veniva dall'estremo opposto dello spettro. Gli serviva solo una cravatta e un pulpito. Era il tipo capace di inculare i chierichetti sui banchi della chiesa, o di fregarti il portafoglio mentre ti spiegava la verità e tu, fratello, dovevi seguire il suo programma. (p. 143)

Incipit di alcune opereModifica

Cielo di sabbiaModifica

Già quel vento bastava a gettare a terra un uomo adulto, ma niente era peggio della polvere. Quando era rossa capivo che arrivava dall'Oklahoma, dove stavamo anche noi. Ma se era bianca significava che un pezzo di Texas ci stava cadendo sulla testa, e se le folate erano più scure giungevano con buona probabilità dal Kansas o dal Nebraska.

L'estate della rabbiaModifica

Le notizie, al contrario delle voci, non si diffondevano con la stessa rapidità di oggi. Non a quei tempi. Né via radio, né per mezzo dei giornali. Non nel Texas dell'est. Le cose erano diverse. Quello che succedeva in un'altra contea erano affari di quella contea.
Le notizie internazionali erano, appunto, internazionali, ossia importanti per tutti noi abitanti del mondo. Ma non era necessario venire a conoscenza di cose terribili ma irrilevanti per la nostra vita avvenute a Bilgewater nell'Oregon, o anche solo a El Paso, all'altro capo dello stato, o ancora lassù a nord, nella cittadina dimenticata da Dio chiamata Amarillo.

La sottile linea scuraModifica

Mi chiamo Stanley Mitchell, Jr. Tanto mi ricordo, tanto intendo scrivere. Questa storia ha avuto luogo in una città di nome Dewmont. È tutta vera. Si è svolta nell'arco di un breve periodo, ed è capitata a me.

Sotto un cielo cremisiModifica

Da un bel pezzo non mi sparava più nessuno, e negli ultimi due o tre mesi ero riuscito anche a conservarmi la testa tutta intera. Si trattava di una specie di record, e cominciavo già a sentirmi speciale.
Io e Brett ce ne stavamo a letto, al piano superiore della nostra casetta in affitto, col fiato corto perché appena arrivati al traguardo di una lenta, tenera corsa che, qualche volta, potrebbe anche sembrare una competizione; ma basta impegnarsi nella maniera giusta per sentirsi vincitori, anche se si arriva ultimi.
E, in quell'istante, la vita era bella.

L'ultima cacciaModifica

Accadde nell'estate del 1933 tra le paludi del fiume Sabine, nel Texas orientale, Quelli che ancora se lo ricordano, lo chiamano il Cinghiale del demonio.
Fu anche l'anno in cui Richard Harold Dale diventò uomo all'età poi non così matura di quindici anni.
So quello che dico perché probabilmente quell'anno e il Cinghiale del demonio me li ricordo meglio di chiunque altro. E ne ho ben donde. Sono io Richard Harold Dale e ne porto tuttora le cicatrici.

Citazioni su Joe LansdaleModifica

  • Il particolare genio narrativo di Lansdale sta nell'aver trasferito sulla pagina scritta un'esperienza di vita con un'inconfondibile poetica narrativa. (Emanuele Trevi)
  • Un genio e il più grande scrittore contemporaneo. (Gianni Cuperlo)

BibliografiaModifica

  • Joe R. Lansdale, Bad Chili (Bad Chili, 1997), traduzione di Alfredo Colitto, Einaudi, Torino 2003. ISBN 8806180355
  • Joe R. Lansdale, Cielo di sabbia, traduzione di Luca Conti, Einaudi, 2011. ISBN 9788806208578
  • Joe R. Lansdale, L'estate della rabbia, in "999", a cura di Al Sarrantonio, traduzione di Tullio Dobner, Annabella Caminiti, Francesco Di Foggia, Sperling & Kupfer, 1999.
  • Joe R. Lansdale, La sottile linea scura, tradotto da Luca Conti, Einaudi, 2004. ISBN 8806169122
  • Joe R. Lansdale, Il giorno dei dinosauri (The Drive-In 2: Not just one of these sequels, 1989), traduzione di Delio Zinoni, Mondadori Urania n. 1224, Milano, 1994.
  • Joe R. Lansdale, La notte del Drive-in 3. La gita per turisti (The Drive-In: The Bus Tour, 2005), traduzione di Alfredo Colitto, Einaudi, Torino, 2008. ISBN 9788806175863
  • Joe R. Lansdale, Sotto un cielo cremisi, traduzione di Luca Conti, Fanucci, Tif Extra, 2011. ISBN 9788834718223
  • Joe R. Lansdale, L'ultima caccia, traduzione di Seba Pezzani, Fanucci, Collezione atlantica, 2006. ISBN 9788834711491

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