James Herbert

scrittore britannico

James Herbert (1943 – 2013), scrittore britannico.

Incipit di alcune opereModifica

Il sepolcroModifica

I SUMERI
Tremila anni prima della nascita di Cristo attorno al corso inferiore dei fiumi Eufrate e Tigri, nella Mesopotamia meridionale, emersero i primi passi verso la civiltà. Poiché quella terra si trovava tra due fiumi – Sumer – le popolazioni che vi vivevano furono chiamate sumere. Le loro origini etniche non sono mai state spiegate.
Queste genti diedero tre importanti contributi al nostro progresso – quattro se si conta l'introduzione delle comunità governate rigidamente.
I primi due erano questi:
la misurazione del tempo in ore, giorni e mesi e l'astrologia, lo studio dell'influenza delle stelle, che portò con il tempo all'astronomia.
Ma il terzo contributo fu il più importante di tutti, poiché i sommi sacerdoti sumeri scoprirono un modo per rendere immortale l'uomo, non legandone eternamente lo spirito al suo guscio, ma preservandone la conoscenza. Questi sacerdoti inventarono la parola scritta e nulla di quanto si è inventato da allora in poi ha avuto un effetto maggiore sul progresso dell'umanità.

Il superstiteModifica

Il vecchio si strinse la sciarpa al collo e sollevò il bavero del pesante cappotto. Appena uscita dalla bocca, l'aria calda dei polmoni divenne visibile, gelata dalla fredda aria della notte. Per qualche secondo con un sordo tum-tum batté adagio i piedi sul duro manto di cemento del ponte di ferro, poi smise, sistemando più comodamente le vecchie ossa contro la rigida spalletta. Alzò gli occhi al buio cielo d'ottobre, gustando la sensazione di piccolezza che quell'immensità infondeva in lui. La mezza luna vi spiccava nitida, i contorni ben precisi, sospesa in alto, piatta e remota, come se fosse stata aggiunta in un secondo tempo e non coprisse un ruolo importante nel buio empireo.

La pietra della lunaModifica

Il ragazzo aveva smesso di piangere.
Giaceva sul suo letto stretto, gli occhi chiusi, il volto come una maschera di alabastro nella luce della luna. Ogni tanto un tremore scuoteva tutto il suo corpo.
Si strinse nelle lenzuola, tirandole su, fin sotto il mento. Una pesantezza terribile gli prendeva il corpo, come se nelle vene fluisse piombo liquido; il peso era la sensazione di una perdita, e lo aveva lasciato debole ed esausto.

BibliografiaModifica

  • James Herbert, Il superstite (The Survivor), traduzione di Beata della Frattina, Incontri coi fantaspiriti a cura di Fruttero e Lucentini, Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, 1978.
  • James Herbert, Il sepolcro (Sepulchre), traduzione di Bruno Amato, Sperling & Kupfer Editori, 1989.
  • James Herbert, La pietra della luna, traduzione di Vittorio Curtoni, Armenia, 1987. ISBN 8834402633

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