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Isabella Stewart Gardner

Isabella Stewart Gardner (1840 – 1924), filantropa e critica d'arte statunitense.

Indice

Citazioni di Isabella Stewart GardnerModifica

  • Sono ormai un'invalida, ma allegra sino all'ultimo. Ritengo che la mia mente funzioni ancora bene e continuo ad abitarvi... abito in un'unica casa, sempre la stessa, perché tutte le altre sono state vendute. Questa casa è molto piacevole, molto comoda e piuttosto gaia. È appena fuori Boston, ma non in campagna. L'ho riempita di quadri e di opere d'arte, cose molto buone, credo, e se c'è qualche persona intelligente, la vedo volentieri. Ho il conforto della musica e di amici vecchi e giovani. I propriamente vecchi sono troppo vecchi, sembra che abbiano rinunciato al mondo. Non così io, anzi do dei punti a qualche giovane. Davvero ho ancora dell'energia. (da una lettera ad un suo ammiratore; citato in Aline B. Saarinen, I grandi collezionisti, Einaudi Editore, 1977)

Citazioni su Isabella Stewart GardnerModifica

  • [...] quelle sere alla sua mensa e nel suo palco, quei tè nelle sue belle sale coperte di quadri, che mi splendono agli occhi della memoria come vere stazioni di salvezza. (Henry James)

Aline B. SaarinenModifica

  • Isabella Stewart Gardner, come molte persone interessanti e piacevoli, era un'egocentrica e, come tutti gli egocentrici, era mossa dalla vanità. La sua non era una vanità meschina: era cosmica e insaziabile. la continua smania di appagarla la portò, come ebbe a dire il suo amici H. James, a «una carriera strampalatamente piacevole», e che arricchì l'America. Gli dei furono gentili con Isabella Stewart Gardner. Non la fecero bella; le diedero fattezze comuni. Aveva begli occhi, molto distanziati l'uno dall'altro, ma i lineamenti erano piuttosto ampi, il viso un po' piatto, il colorito scialbo. Però, come a compensarla di queste lievi ingiustizie, gli dei le fecero un dono maggiore della bellezza, la resero seducente. Fecero anche di più. Le diedero un'intelligenza pronta e curiosa e il senso teatrale; le diedero vitalità per spalleggiare il suo entusiasmo, energia per sostenere la sua volontà.
  • Con generosità ancor maggiore, gli dei le offrirono le circostanze più favorevoli, dandole come scenario la Boston degli anni fra il 1880 e la fine di quel secolo. In nessun altro scenario i suoi capricci sarebbero apparsi sufficientemente assurdi da concentrare su di lei l'ambito fuoco dei riflettori.
  • La sua vanità la portava a voler primeggiare. Doveva avere il meglio e ancor più il tutto. Se i suoi desideri erano contrariati, l'appetito n'era aguzzato.
  • Nelle relazioni personali non tollerava ostacoli, rifiuti o sconfitte. E si comportò nello stesso modo quando incominciò a far collezione d'arte.

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