Il diario del vampiro

serie di romanzi fantasy

Voce principale: Lisa J. Smith.

Il diario del vampiro, serie di romanzi di Lisa J. Smith, pubblicata dal 1991.

Il diario del vampiro – Il risveglio

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Caro diario,
oggi succederà qualcosa di terribile.

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  • Si interessava a quel ragazzo perché la faceva sentire nervosa? Non un granché come ragione, si disse. Anzi, una pessima ragione.
    Ma c'erano anche quelle labbra. Quella labbra scolpite che le facevano tremare le ginocchia per qualcosa di completamente diverso dal nervosismo. E quei capelli neri come la notte... Si sentiva pizzicare le dita per il desiderio di accarezzare quella morbidezza. Quel corpo agile, muscoloso, le gambe lunghe... e quella voce. Era la sua voce che l'aveva convinta il giorno prima, rendendola assolutamente determinata ad averlo. [...] Chissà se anche quella voce poteva diventare nera come la notte, e che suono avrebbe avuto nel pronunciare il suo nome, nel sussurrarlo...
  • Se solo sapessi cosa succederà. Se sapessi che alla fine ci lasceremo, vorrei solo togliermi il pensiero, suppongo.
    E se invece sapessi che alla fine andrà tutto bene, non m'importerebbe niente di ciò che succede ora.
    Ma andare semplicemente avanti giorno dopo giorno senza essere sicura è orribile.
  • La leggenda dice che gli specchi riflettono l'anima della persona che vi si guarda. Non poteva fare altro che stringerlo fra le braccia, ed Elena lo fece.
    «Ti amo», gli sussurrò.
    Era l'unico conforto che poteva dargli. Era tutto quel che avevano. Le sue braccia si strinsero intorno a lei, il viso affondato nei capelli.
    «Sei tu lo specchio», le sussurrò di rimando. [...]
    «Io sono lo specchio?», disse a quel punto, sollevando lo sguardo verso di lui.
    «Tu hai rubato la mia anima» disse.

Il diario del vampiro – La lotta

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«Damon!»
Un vento gelido sferzò i capelli intorno al viso di Elena, quasi strappandole di dosso il leggero pullover. Foglie di quercia turbinavano tra le file di lapidi di granito e i rami degli alberi frustavano l'aria con una furia incontenibile. Elena aveva le mani gelate, le labbra e le guance intorpidite, ma rimase ferma a fronteggiare l'urlo del vento, ripetendo il suo grido.
«Damon!»

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  • Damon toccò terra come un gatto, addolcendo l'impatto. Una volta Stefan aveva fatto qualcosa del genere. Ma poi non l'aveva tenuta così, dolorosamente vicina, con le labbra che quasi toccavano le sue...
    Elena non riusciva a muoversi o a distogliere lo sguardo. E stavolta sapeva che non era il potere che lui stava usando, ma sempliecemente la violenta attrazione che provavano l'uno per l'altra.
    Era inutile negarlo: il suo corpo reagiva a quelo di Damon. Sentiva il suo respiro sulle labbra... «Questa volta ti ho fatto un favore.» disse Damon, con grande dolcezza, stringendola ancora tra le braccia. «La prossima volta verrò a riscuotere.»
    Non riusciva a voltare la testa. Se l'avesse baciata in quel momento l'avrebbe lasciato fare. Ma all'improvviso la stretta salda delle sue braccia si allentò e il suo volto sembrò svanire nella nebbia. Era come se l'oscurità l'avesse richiamato a sé. Ali nere colpirono l'aria e un corvo enorme si levò verso il cielo, allontanandosi.
  • «Se hai tanta voglia di conoscere la morte posso presentartela io.» (Damon Salvatore, p. 137)

Il diario del vampiro – La furia

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Elena entrò nella radura.
Sotto i suoi piedi, frammenti di foglie autunnali gelavano nella fanghiglia mista a neve. Era il crepuscolo, e anche se la furia della tempesta stava scemando, l'aria nel bosco era sempre più gelida. Elena non sentiva il freddo.

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«Se Matt è un Potere diabolico, io sono il gobbo di Notre-Dame.» (Meredith Sulez, p. 90)

Il diario del vampiro – La messa nera

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«Tutto potrà tornare come prima», disse Caroline di cuore, allungando una mano per stringere quella di Bonnie.
Ma non era vero. Niente avrebbe potuto essere come prima che Elena morisse. Niente. E Bonnie nutriva seri dubbi sulla festa che Caroline stava cercando di organizzare. Un vago fastidio alla bocca dello stomaco le diceva che per qualche ragione era proprio una pessima idea.

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«Da molto tempo...». Lo sguardo intenso dell'uomo divenne sognante, come se stesse tornando indietro negli anni. «Già dilaniavo graziose gole bianche quando i tuoi antenati costruirono il Colosseo. Ho ucciso, insieme all'esercito di Carlo Magno, ho combattuto la guerra di Troia. Sono vecchio, Salvatore. Sono uno degli originari. Nei miei ricordi più lontani, portavo un'ascia di bronzo [...] Ho contribuito al crollo dell'Impero Romano», continuò l'uomo con aria sognante. «Ci hanno chiamati barbari – non hanno capito nulla! La guerra, Salvatore! Non c'è niente che possa eguagliarla». (Klaus, p. 166)

Il diario del vampiro – Scende la notte

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In effetti così ha terribilmente senso», disse Meredith. Erano nel soggiorno a casa di Isobel, in attesa del dottor Alpert. Meredith, seduta a una bellissima scrivania di legno scuro ornata da motivi dorati, davanti a un computer trovato lì acceso.
«Le ragazze di Salem accusavano le persone di far loro del male... le streghe, naturalmente. Dicevano che "le pizzicavano e le pungevano con degli spilli"».
«Le cose di cui ci accusa Isobel», disse Bonnie annuendo.
«E avevano delle crisi e si contorcevano in "posizioni impossibili"».

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  • Era sola, e come il resto degli umani, stava per morire...
    E poi, attraverso la sofferenza che le aveva riempito il corpo di goccioline di sudore, udì la voce di Stefan.
    «Elena! Lasciati andare! Cadi e ti prenderò!»
    Che strano, pensò Elena, come in sogno. L'amore e il panico gli avevano in qualche modo distorto la voce... rendendola diversa. Facendola quasi somigliare a...
    «Elena! Sono con te!»
    ...Damon. (p. 212)

Il diario del vampiro – L'anima nera

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«Caro diario», sussurrò Elena, «quanto è frustrante tutto questo? Ti ho lasciato nel bagagliaio della Jaguar e sono le due del mattino». Premette le dita sulla gamba, attraverso la camicia da notte, come se stesse impugnando una penna e scrivendo una frase. Sussurrò ancora più leggermente, poggiando la fronte sul finestrino: «E ho paura di uscire – nel buio – a prenderti. Ho paura!». Affondò di nuovo le dita e poi, sentendo le lacrime scivolarle sulle guance, accese a malincuore il cellulare per registrare. Era uno stupido spreco di batteria, ma non poteva farne a meno. Ne aveva bisogno.

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  • Si piegò verso di lei [Elena], le labbra che appena sfioravano le sue, condividendo i suoi lenti respiri con lei. Restarono così a lungo, molto a lungo. Damon sembrava affascinato dall'essere in grado di offrirle qualcosa del proprio corpo: l'ossigeno di cui entrambi avevano bisogno, ma che acquisivano in modi diversi. Molte persone avrebbero trovato intollerabile un contatto degli occhi così prolungato, l'immobilità dei corpi, il silenzio, e avrebbero socchiuso le palpebre. Avrebbero avuto la sensazione di immergersi troppo in profondità nella personalità dell'altro, di perdere definizione e diventare ognuno una parte eterea dell'altro, prima che un solo bacio fosse stato dato. (capitolo 9)
  • Caro diario,
    oh Dio, ho bisogno di aiuto! Troppo tempo in giro con Damon e io sono completamente in preda alle emozioni, lì lì per ucciderlo o per... o per... non lo so. Non lo so!!! Siamo come miccia e stoppino insieme... Dio! Siamo come benzina e lanciafiamme! Per favore, ascoltami e aiutami e salvami... da me stessa. Basta che lui pronunci il mio nome e ogni volta io...

    «Elena.» (p. 208)

Il diario del vampiro – L'ombra del male

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  • Tuttavia, Damon stava andando troppo oltre... si stava prendendo delle libertà che non aveva osato prendersi neanche in passato, benché, pensò con sarcasmo, non se lo ricordasse. Le stava carezzando la pelle lasciata scoperta dal vestito da dea color avorio, le braccia, la schiena, anche i capelli. Sapeva quanto le piacesse, cosa provava quando qualcuno le teneva i capelli, carezzando dolcemente le punte o stringendoli fra le dita. (p. 33)
  • E poi, senza accorgersene – ormai stava diventando un'abitudine – Elena finì tra le braccia di Damon, facendo scivolare le mani sotto la sua giacca per toccare la carne calda e soda. Non fu sorpresa nemmeno di sentire una doppia puntura nella gola, quando gettò indietro la testa: la sua amabile pantera non era del tutto domata e doveva imparare ancora le regole fondamentali dei preliminari amorosi. Ad esempio, baciare prima di mordere. (p. 35)
  • [Elena] Si ritrovò per terra, con lo sguardo fisso su Damon, che l'aveva protetta col proprio corpo. (p. 94)
  • Non c'era niente di più dolce nella sua vita, in quei giorni, dei baci di Damon. (p. 160)

Il diario del vampiro – Mezzanotte

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Caro diario,
sono così spaventata che riesco a stento a tenere in mano la penna. Scrivo in stampatello anziché in corsivo, perché in questo modo riesco a controllare la grafia.

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  • Come puoi essere terrorizzata da qualcuno che ti ha baciata... [Damon] e ti ha chiamata "tesoro", "dolcezza" e "principessa"? E che ha riso insieme a te con gli occhi accesi di malizia? E che ti ha abbracciata quando eri spaventata, dicendoti che non c'era niente di cui aver paura, perché lui era lì con te? Qualcuno di cui potevi comprendere i pensieri solo guardandolo negli occhi? Qualcuno che ti ha protetta, senza curarsi di quanto gli sarebbe costato, per giorni e giorni?
    Conosco Damon. Conosco i suoi difetti, ma so anche com'è fatto dentro. Lui non è come cerca di far credere alla gente. Non è freddo, arrogante e crudele. Sono maschere che indossa per coprirsi, come dei vestiti. (p. 7)
  • Per chiamare Damon "tesoro" doveva proprio essere... senza speranza, incurabile e... disperatamente innamo...
    Oddio...
    Le lacrime cominciarono a scorrerle sulle guance. Ma erano lacrime rivelatrici. Elena sapeva di non essere nella sua forma migliore. Erano tre giorni, ormai, che non faceva un bel sonno. Troppe emozioni contrastanti, e ora questo spavento.
    Eppure, temeva di scoprire che qualcosa di fondamentale era cambiato dentro di lei.
    Non era una cosa che aveva voluto. Lei aveva solo sperato che i due fratelli smettessero di litigare. Ed era nata per amare Stefan; ne era certa! Una volta lui le aveva chiesto di sposarlo. Be', da allora era stata un vampiro, uno spirito e una nuova incarnazione caduta dal cielo, e sperava che un giorno lui avrebbe voluto sposare anche la nuova Elena.
    [...] Elena non aveva chiesto di innamorarsi di Damon, ma... oddio, e se fosse stata già innamorata di lui? E se non fosse riuscita a bloccare i suoi sentimenti? Cosa avrebbe potuto fare?
    Si sedette e pianse in silenzio, sapendo che non avrebbe mai potuto confidare quelle cose a Damon. Lui aveva il dono della lungimiranza e riusciva a mantenere il sangue freddo e a non lasciarsi sopraffare dalle emozioni, ma non quando si trattava di lei, come sapeva fin troppo bene. Se gli avesse confidato quel che aveva nel cuore, prima di esserne sicura, lui l'avrebbe rapita. Avrebbe creduto che lei avesse dimenticato definitivamente Stefan, quando invece l'aveva ignorato solo per un minuto quella sera.
    «Stefan», mormorò. «Mi dispiace...».
    Non avrebbe mai permesso che Stefan lo venisse a sapere. Lui era il suo cuore. (p. 19)
  • Bonnie pensava a quanto fosse caduta in basso. Nemmeno dopo tutto quello che era successo, riusciva a smettere di pensare a quanto fosse attraente Damon. E selvaggio, tenebroso, feroce, bellissimo. Suo malgrado, ricordava tutte le volte in cui le aveva sorriso, l'aveva presa in giro e si era precipitato a salvarla. Aveva davvero creduto che un giorno o l'altro... Ma ora si sentiva come se il suo cuore si stesse spezzando. (p. 28)

Il diario del vampiro – L'alba

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«Mama dice che Matt non è a Fell's Church», ripeté a Stefan la signora Flowers. «Quindi non serve cercarlo nel boschetto».
«D'accordo», disse Stefan. «Allora se non è lì, dov'è?»

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  • Ma Damon continuava a parlare, e d'un tratto Elena capì che lui non poteva più sentirla, nemmeno con la telepatia.
    Te ne ricorderai? Per me? Ricorda solo che... Una volta... solo una volta ho provato il vero amore nella mia vita. Puoi ricordare che ti ho amata? Questo darebbe un senso... a tutta la mia vita... La sua voce si affievolì.
    Elena si sentiva terribilmente confusa. Sapeva che stava perdendo molto sangue. Troppo in fretta. Non riusciva a pensare con lucidità. All'improvviso si abbandonò a un pianto isterico e disperato. Perlomeno non avrebbe urlato mai più... non c'era più nessuno da sgridare. Damon se n'era andato. Era scappato senza di lei.
  • Stefan era colui che... colui che amava. Ma lui non aveva mai capito che poteva essere innamorata di Damon e che questo non avrebbe cambiato di un atomo il valore del suo amore per lui. E quella mancanza di comprensione era stata così straziante e dolorosa che a volte si era sentita lacerata in due persone diverse.
  • «Voglio che Damon torni in vita». Elena non sentiva quella nota nella propria voce dal giorno in cui le avevano detto che entrambi i suoi genitori erano morti.

Il diario del vampiro – La maschera

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Elena Gilbert camminava su una soffice distesa verde e i fili d'erba si piegavano sotto i suoi piedi. Dal terreno si levavano cespugli di rose scarlatte e speronelle viola, e su di lei pendeva un enorme baldacchino che rifletteva la luce calda delle lanterne. Davanti, sul terrazzo, c'erano due fontane ricurve di marmo bianco che lanciavano alti spruzzi verso il cielo. Ogni cosa era bella, elegante e in qualche modo familiare.

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«Siamo solo noi due, Elena», disse Damon con voce intensa. «Tu sei mia. Io sono tuo. Ci amiamo fin dall'inizio dei tempi».
Ma certo. Doveva essere quello il motivo dei brividi: tremava di gioia. Lui le apparteneva. Lei apparteneva a lui. Erano fatti l'uno per l'altra.
Mormorò una sola parola: «Sì». (pp. 8-9)

Il diario del vampiro – Destino

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  • «Sei diventato tenero», disse Katherine. «Non ti piace più fare del male alle persone».
    Damon si aggiustò gli occhiali sul naso e scrollò le spalle. «Passerà».
    Due mani fredde gli toccarono le guance, poi Katherine delicatamente gli tolse gli occhiali e lo guardò negli occhi. «L'amore ti cambia», disse, «e non passa mai, anche se questa è la sola cosa che desideri». Si alzò in punta di piedi e lo baciò gentilmente sulla guancia. «Non commettere i miei errori, Damon», disse tristemente. «Non combattere l'amore, qualsiasi forma prenda». (p. 258)

Il diario del vampiro – La genesi

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Il giorno in cui la mia vita cambiò cominciò come tutti gli altri. Era una calda giornata d'agosto del 1864 e l'afa era così opprimente che persino le mosche avevano smesso di ronzare attorno al fienile. I figli dei domestici, che si lanciavano sempre in giochi sfrenati e strillavano mentre aiutavano i genitori nei lavori di casa, erano silenziosi. L'aria era immobile, come per ritardare il tanto atteso temporale. Avevo deciso di trascorrere il pomeriggio a cavalcare Mezzanotte, il mio purosangue, nel fresco bosco ai confini di Villa Veritas, la tenuta della mia famiglia. Avevo infilato un libro in borsa ed ero assorto nel mio piano di fuga.

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Sapevo che era sbagliato. Era peccaminoso. Ma come poteva essere un peccato se ogni fibra del mio essere lo desiderava più di ogni altra cosa al mondo? Rosalyn era morta. Katherine era viva. Ero vivo anch'io, e dovevo cominciare a comportarmi di conseguenza.

Il diario del vampiro – Lo squartatore

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  • Non mi sento più in colpa quando prosciugo il sangue delle creature dei boschi. Dopotutto, sono un vampiro. Ma non sono un mostro. Non più.
    Eppure, per me il tempo non passa come per gli umani, ogni anno non comincia con l'ansioso senso di attesa che caratterizza i viventi. La mia unica speranza è che ogni nuovo anno mi porti sempre più lontano dalla distruzione della mia giovinezza, senza aggiungere nuovo dolore alla mia coscienza. Se questo potesse accadere, sarebbe la mia salvezza. (Prologo)
  • Il tuo problema, Stefan, è che non capisci la morte. (Katherine, capitolo 12)

Incipit di alcune opere

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Il diario del vampiro – Il ritorno

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Ste-fan?
Elena si sentiva frustrata. Non riusciva a esprimere quello che aveva in mente come avrebbe voluto.
«Stefan», disse lui, invitante, appoggiandosi su un gomito e guardandola con quegli occhi che avevano il potere di farle quasi scordare quello che stava cercando di dire. Erano verdi, come le foglie che brillano al sole in primavera.

Il diario del vampiro – Fantasmi

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Elena non riusciva a respirare. Aveva la vaga sensazione che le sue labbra si stessero muovendo, ma non ne usciva una sola parola. Non sentiva più le mani e i piedi.
Damon le rivolse un timido sorriso – buffo, visto che era tutt'altro che timido – e fece spallucce. «Allora, principessa, non volevi che fossi qui con te?».

Il diario del vampiro – Luna piena

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Caro diario,
ho tanta paura.
Il cuore mi batte forte, ho la bocca secca e mi tremano le mani. Ho affrontato vampiri, lupi mannari, spiriti, e sono sopravvissuta. Ho combattuto contro esseri che non avrei mai creduto fossero reali. E ora sono terrorizzata. Perché?
Semplicemente perché vado via di casa.

Il diario del vampiro – La salvezza

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Caro Damon,
ieri mi sentivo felice. Non era la solita serenità che provo tutti i giorni, ma una felicità intensa e selvaggia che mi scorreva nelle vene come un incendio.
Avrei dovuto capirlo che veniva da te, anche senza l'aiuto del legame che c'è fra noi. Sembrava una tua emozione. Cosa stavi facendo? Dove ti trovavi ieri?
Sono contenta che tu sia felice, Damon.

Il diario del vampiro – Sete di sangue

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Era ottobre. Gli alberi del cimitero erano diventati d'un marrone marcio e una fredda brezza fischiava fra i rami, scalzando l'opprimente calore estivo della Virginia. Non che io ne risentissi. Come vampiro, il mio corpo percepiva solo la temperatura della mia prossima vittima e si riscaldava pregustando il sangue che avrebbe cominciato a scorrere, caldo e sinuoso, nelle mie vene.

Il diario del vampiro – Strane creature

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Sentii nelle vicinanze il battito di un cuore, di una vita.
Appena quel suono richiamò la mia attenzione, gli altri rumori della città passarono in secondo piano. Si era allontanata dai suoi amici e aveva abbandonato il sentiero battuto.

Bibliografia

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  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. Il risveglio, traduzione di Valeria Gorla, Newton Compton, 2008. ISBN 9788854111486
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. La lotta, traduzione di Daniela Di Falco, Newton Compton, 2008. ISBN 9788854113190
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. La furia, traduzione di Daniela Di Falco, Newton Compton, 2009. ISBN 9788854113527
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. La messa nera, traduzione di Daniela Di Falco, Newton Compton, 2009. ISBN 9788854114463
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. Il ritorno, traduzione di Rosa Prencipe, Newton Compton, 2009. ISBN 9788854115293
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. Scende la notte, traduzione di Rosa Prencipe, Newton Compton, 2009. ISBN 9788854116382
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. L'anima nera, traduzione di Marialuisa Amodio, Newton Compton, 2010. ISBN 9788854117648
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. Mezzanotte, traduzione di Marialuisa Amodio, Newton Compton, 2011. ISBN 9788854132016
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. L'alba, traduzione di Marialuisa Amodio, Newton Compton, 2012. ISBN 9788854135185
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. La maschera, traduzione di Marialuisa Amodio, Newton Compton, 2012. ISBN 9788854137837
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. Fantasmi, traduzione di Marialuisa Amodio, Newton Compton, 2012. ISBN 9788854141605
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. Luna piena, traduzione di Marialuisa Amodio, Newton Compton, 2013. ISBN 9788854146488
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. Destino, traduzione di Iris Di Maggio, Newton Compton, 2013. ISBN 9788854151789
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. La salvezza, traduzione di Marialuisa Amodio, Newton Compton, 2013. ISBN 9788854160422
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. La genesi, traduzione di Marialuisa Amodio, Newton Compton, 2011. ISBN 9788854129092
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. Sete di sangue, traduzione di Marialuisa Amodio, Newton Compton, 2011. ISBN 9788854129320
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. Strane creature, traduzione di Marialuisa Amodio, Newton Compton, 2011. ISBN 9788854130531
  • Lisa Jane Smith, Il diario del vampiro. Lo squartatore, traduzione di Marialuisa Amodio, Newton Compton, 2013. ISBN 9788854150157

Voci correlate

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